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In linea con i grandi centri

Rifiuti, cresce la differenziata
Porta a porta per 700 mila

Il traguardo di Clarke (presidente dell'Ama): raggiungere gli standard delle metropoli del Nord Italia. Gli abitanti del Lazio, secondo Comieco, hanno guadagnato 102 milioni di euro negli ultimi dieci anni, calcolando i risparmi derivanti dal mancato invio del cartone in discarica

Cassonetti della spazzatura nelle strade del centro di Roma (Foto Gmt) Estensione del porta a porta, incremento dei cassonetti colorati, accordi con la grande distribuzione e i ristoratori: la Capitale cerca la rincorsa sul fronte del riciclo dei rifiuti nei confronti delle teste di serie nazionali. Con un dato che colpisce: la differenziata di carta e cartone è cresciuta del 9 per cento nel 2008 rispetto all'anno precedente, più della media nazionale ferma al 7,1, con 115mila tonnellate salvate dalla discarica, 45 chilogrammi riciclati per abitante. È quanto emerge dal rapporto Comieco 2009 (Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a basa cellulosica). Per Roma si registra un trend positivo, in linea con i grandi centri urbani come Milano, Torino, Firenze e Napoli: la percentuale dei rifiuti solidi urbani è diminuita del 4,3 per cento, la raccolta differenziata totale è aumentata del 12,5. Un andamento in controtendenza rispetto al Lazio, che invece si posiziona fanalino di coda rispetto alle altre regioni del Centro: la raccolta pro-capite di carta e cartone è ferma a 46,5 chilogrammi, contro gli 85,4 della Toscana o i 57,9 delle Marche.

Gli abitanti del Lazio, secondo Comieco, hanno comunque guadagnato 102 milioni di euro negli ultimi dieci anni, calcolando i risparmi derivanti dal mancato invio del cartone in discarica, dalla limitata produzione di anidride carbonica e dalla creazione di nuovi posti di lavoro. Vantaggi economici (20 milioni di euro solo nel 2008) troppo bassi rispetto alle potenzialità: ìI benefici da mancato smaltimento – spiega Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco – sono modesti (99milioni di euro), a causa dei bassi costi della discarica, che per il Lazio è ancora la destinazione prevalente per i tre quarti dei rifiuti. La strada da percorrere per impedire l'aumento degli sversamenti indiscriminati resta l'aumento della differenziata: «Quella di carta e cartone – ha sottolineato Marco Daniele Clarke, presidente di AMA – ha un ruolo primario per noi, rappresentando il 58 per cento di tutta la raccolta differenziata fatta».

Ma la rincorsa di Roma verso gli standard del Nord Italia e gli obiettivi europei riguarda anche il riciclo del multimateriale e della frazione organica: «Abbiamo aumentato il sistema porta a porta con picchi di differenziazione molto elevati – ha continuato Clarke – Abbiamo portato avanti accordi e convenzioni con grandi utenze e con quelle non domestiche, come i ristoranti e i bar per quanto riguarda l'organico e il multimateriale. In più abbiamo rivolto una particolare attenzione ai cassonetti colorati».

Un programma che ha portato ad oggi la differenziata a quota 20 per cento». Quanto al sistema della raccolta a domicilio il prossimo traguardo sarà di 700 utenti. Troppo poco per le le associazioni ambientaliste: «La percentuale è troppo bassa per una città come Roma – spiega Cristiana Avenali, direttrice Legambiente Lazio – L'obiettivo dovrebbe essere l'estensione del porta a porta in tutta la città. Così facendo si vanifica anche il poco fatto».

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Viviana Spinella

02/07/2009

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