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CONTROLUCE

I rischi del rimpasto regionale

Dopo l'elezione di due assessori al Parlamento europeo, il presidente della Regione Piero Marrazzo darà il via al rimpasto.

Piero Marrazzo Ci sono due modi di gestire i cambi in Giunta. Uno nasce dall'obiettivo di rafforzare la squadra in vista delle consultazioni del 2010 dove Marrazzo, il Pd e il resto del centrosinistra si giocano tutto. L'altro modo è il solito. Quello che ha contraddistinto quattro anni di rimpasti regionali: il litigio tra sordi. Con ogni corrente (o se va meglio ogni partito) concentrata a ottenere quello che si merita. Cioè quello che la singola corrente ha deciso che gli spetta. Due modi diversi di gestire il futuro della Giunta che sono anche due dichiarazioni agli elettori.


L'ultima volta che Marrazzo ha dovuto modificare l'assetto del suo governo è scoppiato il caos. Indimenticabile: per alcuni mesi due ex assessori non hanno fatto altro che sputare veleno su presidente e colleghi. Stavolta i rischi sono ancora più profondi. Scorrono su due binari: uno è quello del Pd, che è necessario trovi un equilibrio, l'altro è quello che parte dall'Italia dei Valori e finisce all'Udc ma è lastricato di perplessità. Se il presidente Marrazzo e i partiti non troveranno la quadra, presto e senza polemiche, difficilmente il centrosinistra potrà richiedere con coerenza la fiducia ai cittadini.

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Alberto Di Majo

30/06/2009

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