Questo uno dei contenuti del piano casa della Regione Lazio che verrà presentato in giunta tra due settimane, secondo quanto riferisce l'assessore alla Casa, Mario Di Carlo (Pd). Di Carlo, partecipando alla presentazione di due proposte di legge sul diritto all'abitare all'ex Teatro Volturno, ha spiegato: «È una proposta che vuole cambiare radicalmente la situazione, all'insegna della tutela dell'ambiente, togliendo gli scempi che sono stati fatti e rendendo le aree di massimo valore ambientale di inedificabilità assoluta e proprietà del Comune. Finalmente ci sarà uno strumento appetibile per il mercato per fare risanamento ambientale». «Per le case monofamiliari fino a quattro famiglie - ha detto Di Carlo - prevedremo il premio di cubatura del 20% (con una massimo di 200 metri cubi) non in elevazione ma solo a fianco degli edifici, mantenendo inalterati i distacchi, e con la salvaguardia di tutte quelle aree come centri storici, parchi e zone vincolate». Nel piano casa ci saranno «norme relative all'antisismico insieme ai certificati di fabbricato. Introdurremo l'edilizia sociale - ha aggiunto - dentro gli standard per qualsiasi nuova lottizzazione, quindi qualsiasi nuova costruzione dovrà prevedere una quota di case da dare in affitto all'interno dell'edilizia residenziale sociale, a circa 500-600 euro». Le due proposte di legge - una di iniziativa popolare, l'altra del gruppo consiliare Sinistra e Libertà alla Pisana - presentate ieri alla presenza degli assessori regionali Di Carlo e Nieri hanno l'obiettivo di garantire il diritto a un alloggio per tutti i residenti del Lazio, cittadini o non, che siano presenti sul territorio in maniera continuativa anche se temporanea (compresi studenti, lavoratori fuori sede e migranti con o senza permesso). La proposta di legge di iniziativa consiliare prevede un «censimento di tutti i nuclei presenti sul territorio del Lazio in situazione di disagio abitativo» e «del patrimonio immobiliare utilizzabile. Entro quattro mesi dall'entrata in vigore della legge tutti i Comuni dovranno fornire questi censimenti - si legge nel testo - che confluiranno nell'anagrafe regionale per il diritto all'abitare, pubblica e in base alla quale verranno stanziati i fondi necessari dalla Regione». Nella proposta di legge di iniziativa popolare, sottoscritta dalla «rete di mutuo soccorso romana» e dalla «rete per il diritto all'abitare» (che comprende anche Action), si prevede che «la Regione Lazio realizzi entro sei anni dall'approvazione della legge 100 mila alloggi pubblici di edilizia sovvenzionata» e che destini «una somma non inferiore a 1,3 miliardi di euro per la realizzazione di programmi» mirati al diritto all'abitare. «Basta con i ghetti, interi quartieri destinati tutti all'edilizia sovvenzionata come Corviale, Tor Bella Monaca e Laurentino 38», ha commentato Di Carlo. «Io ci sono nato in una casa popolare - ha detto Di Carlo - e il mio punto di arrivo, e non so se ci arriverò mai, è un palazzo di 30 appartamenti in cui 10 sono in edilizia sovvenzionata, 10 in agevolata e 10 di proprietà. Solo così ci sarebbe coesione sociale, solo così avremmo una democrazia matura ed eviteremmo i conflitti sociali che purtroppo a Roma riempiono tutti i giorni le pagine dei giornali». Parlando di Ponte di Nona, Di Carlo ha aggiunto: «Per tanti anni si sono fatte le case e 10, 15 anni dopo arrivavano le farmacie. È stata data casa ma non è stata data vita. Questo è anche il motivo per cui noi stiamo ragionando molto sulla densificazione ovvero minore occupazione di terreni e più servizi».
Vai alla homepage
21/06/2009