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Oggi alla Camera l'ok alla legge in aiuto dei terremotati grazie all'intesa trasversale. E il governo evita il voto di fiducia. Fuori Montecitorio gli sfollati protestano guidati dalla sinistra.
L'accordo c'è. Arriva in extremis. In serata. Oggi il decreto per l'emergenza in Abruzzo sarà legge, dando il via libera ai fondi per la ricostruzione. La Camera dei deputati non modificherà il testo uscito dall'Aula del Senato. Cenni di intesa si percepiscono già quando delle 500 proposte di modifica al testo, la maggior parte vengono ritirate. E sono quasi tutte dell'opposizione. Da discuterne ne rimangono 126, ma buona parte degli emendamenti non ritirati hanno già avuto il parere contrario anche della Commissione Bilancio per problemi di copertura finanziaria. Infine l'accordo. Oggi l'opposizione farà in modo di trasformare alcuni emendamenti in Ordine del giorno, la chiave che darà modo alle ordinanze di divenire operative. Ciò per non costringere il governo a chiedere il voto di fiducia sul testo. Gli emendamenti riguardano principalmente il rimborso del 100 per cento delle seconde case. Un passaggio chiave ma troppo difficile da esplicitare nel decreto in conversione.
L'Abruzzo, infatti, presenta un'enormità di situazioni «difficili da gestire», in quanto c'è un'alta percentuale della popolazione che lavora a Roma ma è residente a L'Aquila o è residente a Roma ma ha l'abitazione principale a L'Aquila. L'ok sulla conversione in legge del decreto, frutto anche del grande lavoro fatto nelle scorse settimane al Senato, è il risultato di un'intesa con pochi precedenti tra Palazzo Chigi, Regione Abruzzo, Protezione civile e i ministeri interessati. Tutti hanno fatto un passo indietro per il bene dei terremotati. Fino a trovare l'accordo politico con il centrosinistra, che si concretizzerà con l'approvazione del testo (probabilmente entro le 14 di oggi). E mentre la maggioranza lavora per ricostruire l'Abruzzo, i terremotati (un migliaio al massimo) si riuniscono sotto Montecitorio, guidati dal sindaco dell'Aquila Massimo Cialente e dal presidente della Provincia Stefania Pezzopane, con striscioni e cori anti-Berlusconi.
Una manifestazione dove in testa agli abruzzesi si sono posizionati gli esponenti del centrosinistra. Sfila Marco Pannella dei Radicali. Sfila Marianna Madia, Rosy Bindi, Giovanni Lolli e Lanfranco Tenaglia in rappresentanza del Pd. Sfilano anche i comitati vicini all'opposizione come il Collettivo 99. La manifestazione è un attacco al premier, tanto che il corteo smonterà le righe a piazza Venezia per tentare un'incursione davanti Palazzo Grazioli, residenza del Cavaliere. Che oggi sarà di nuovo in Abruzzo, con i soldi per i suoi concittadini praticamente «in mano».
Fabio Perugia
17/06/2009
Gli Assalti Frontali, crew romana punto di riferimento della scena rap, e la patchanka cross-over di Roy Paci sono gli appuntamenti più attesi della settimana.
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