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Si allarga all'estero la lista dei sospetti

Stupro Caffarella: caccia in Romania

Vertice a palazzo di Giustizia tra magistrati e polizia. Il comunicato rilasciato dagli inquirenti: «Confermato l'impianto accusatorio»

Le forze dell'ordine sul luogo della violenza Ora la caccia per lo stupro della Caffarella arriva anche in Romania. Le indagini sono ripartite quasi da zero e gli investigatori non vogliono lasciare fuori nessun sospetto. Sembra di essere tornati indientro di diciannove giorni. Al pomeriggio in cui la giovane stuprata al parco si è rivolta alla barista per chiedere aiuto. Nessun elemento scientifico inchioderebbe i due romeni arrestati con l'accusa di violenza sessuale.

Contemporaneamente però rimane ben saldo il riconoscimento della giovane stuprata, tanto da perdere i sensi non appena ha visto la foto del suo presunto aggressore. Insomma, la vicenda che ha sconvolto i due fidanzatini e l'intera opinione pubblica sembra lontana dalla verità. Proprio quella che stanno cercando gli inquirenti, che ieri si sono incontrati in procura per fare il punto su un'inchiesta che si dava per risolta nel giro di tre giorni. E che ora invece punta ad arrivare ai responsabili tenendo comunque come base di partenza i due indagati romeni. Che, alla luce degli ultimi risvolti investigativi, non è escluso che stiano coprendo un loro complice.

Summit Ieri pomeriggio nel palazzo di Giustizia di Roma il procuratore capo Giovanni Ferrara, il suo sostituto Vincenzo Barba, il questore Giuseppe Caruso e il capo della Mobile Vittorio Rizzi, si sono incontrati per fare il punto sulle indagini dopo i primi risultati del Dna che hanno dato risultati negativi. Tanto da affermare in un comunicato congiunto che «tutta l'attività investigativa sia stata orientata alla ricostruzione di quanto accaduto e dalla ricerca della verità. Sono stati infatti gli stessi organi inquirenti ad accogliere, doverosamente, tanto gli elementi a sostegno delle ipotesi accusatorie che quelli favorevoli agli indagati nel pieno rispetto delle regole processuali». I

nterrogatorio La confessione dello stupro fatta dal romeno Alexandru Isztoika Loyos è stata «interamente videoregistrata», sostengono gli investigatori respingendo così presunte minacce rivolte agli indagati appena fermati. Proprio per questo le immagini saranno visionate davanti al magistrato e all'avvocato difesore. Cellulari Tra gli elementi considerati in questi giorni «favorevoli» ai romeni, la mancanza di segnale dei cellulari degli stranieri dalla cella della Caffarella. Immediata anche qui la risposta degli inquirenti: «Gli indagati non avevano in uso schede telefoniche e pertanto non è stato possibile individuare tracce elettroniche». DnaIn settimana saranno consegnati irisultati delle controanalisi sulle tracce biologiche. Il sindaco «Mi auguro che la magistratura e gli inquirenti lavorino il meglio possibile, non dobbiamo fare giustizia sommaria, ma trovare i responsabili, quelli poi devono pagare fino in fondo», ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Fabio di Chio e Augusto Parboni

05/03/2009










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