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Polemiche Dopo il rimpasto

Regione, i Comunisti lasciano Marrazzo

I Comunisti Italiani del Lazio lasciano la maggioranza che sostiene il presidente Piero Marrazzo.

La decisione è stata presa all'unanimità dal comitato regionale del partito dopo la sostituzione dell'assessore alla Tutela dei Consumatori, Mario Michelangeli, con un esponente dell'Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio. "Ci sentiamo traditi - ha spiegato Michelangeli - Ora chiediamo a Marrazzo di dimettersi perché non ha più la maggioranza che ha vinto le elezioni nel 2005".

Se resta il dubbio che il passaggio del Pdci all'opposizione sia stato causato soltanto dalla perdita della poltrona, l'ex assessore non ci sta e spiega: "Il centrosinistra, almeno come è stato costruito nel Lazio, è finito. Anzi rivolgo un appello alle forze della Sinistra che ancora sono nella coalizione a fare una riflessione".  Il Comitato regionale del Pdci "ha dato indicazione di passare all'opposizione anche per le elezioni provinciali di Frosinone, Rieti e per il rinnovo dei Comuni sopra i 15 mila abitanti, ma decideranno i compagni realtà per realtà come comportarsi".

Non mancano le accuse: «Mi è stata fatta la proposta di diventare presidente della società Lait spa o di qualche altro ente pur di farmi restare all'interno della maggioranza della Regione - ha aggiunto Michelangeli - ma sia io che il mio Partito abbiamo una dignità: non siamo in vendita per un piatto di lenticchie». Critico il Pdl: «Dopo l'ennesima defezione in seno alla coalizione regionale che lo sostiene, Marrazzo ha l'obbligo morale e politico di venire in Consiglio regionale e dimostrare di avere ancora i numeri necessari a governare questa Regione», ha sottolineato il segretario regionale di Forza Italia, Alfredo Pallone. Una stoccata arriva anche da Bruno Prestagiovanni e Tommaso Luzzi, consiglieri di An: «È paradossale che a richiedere le dimissioni di Marrazzo siano esponenti della sua maggioranza nonché autorevoli ex assessori».

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Alberto Di Majo

19/02/2009










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