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Una vita a rate. Per pagare la lavatrice o la tv al plasma, naturalmente la macchina ma anche, e questa è l'ultima frontiera della crisi, per contrarre altri prestiti allo scopo di estinguere quelli pregressi. Un romano su due ricorre al credito per fare acquisti.
Nella maggior parte dei casi non lo fa per scelta ma per necessità. E il 2008, dati Eurispes, si è chiuso con un aumento dell'11% delle famiglie, rispetto all'anno precedente, che ha fatto ricorso al credito al consumo. La frontiera del credito, tuttavia, cambia. Se fino a un paio di anni fa si ricorreva al pagamento rateizzato per non rinunciare all'elettrodomestico di marca o per cambiare la macchina, e dunque in occasioni particolari, oggi la rata è diventata quasi una compagna di vita del cittadino che la usa anche per pagarsi il dentista, acquistare i libri di testo per i propri figli, estinguere un prestito pregresso. Ben il 19% dei cittadini avrebbe dunque acceso lo scorso anno un finanziamento per spese cosiddette «voluttuarie», una percentuale in aumento di 14 punti rispetto al 2007.
Con il risultato che il pagamento cash sta diventando sempre di più l'eccezione. Piccola ancora (meno del 3%), ma comunque significativa, la percentuale di chi, non riuscendo a far fronte ai debiti pregressi, si è trovato costretto a contrarre altri prestiti per riuscire a estinguere quelli precedenti. Impietosi, in questo senso, i dati delle associazioni dei consumatori: soltanto a Roma negli ultimi sei anni, calcola il Codici, le domande di finanziamento alle società sono aumentate del 232%; alle banche del 48%. Crescono anche gli importi medi erogati sotto forma di prestito: Prestitionline stima che negli ultimi tre anni si sono praticamente raddoppiati passando dagli 8.500 circa del 2005 ai 17.079 dello scorso anno. Ma l'attuale crisi economica rischia di mutare gli scenari futuri. Secondo Findomestic, leader nel settore, il credito al consumo registrerà nei primi sei mesi di quest'anno una flessione, per poi riprendere a salire nella seconda parte del 2009.
Un fatto che, Assofin (Associazione Italiana Credito al Consumo e Immobiliare) spiegherebbe precisando che il credito al consumo sta subendo un decremento presso i punti vendita e non presso gli sportelli dove, invece, cresce la richiesta. La situazione economica, poi, dovrebbe spingere a ridurre l'accesso al credito per l'acquisto dei beni durevoli e a incrementare i prestiti personali per raccogliere liquidità. In questo senso a fare la parte da leone sono i giovani che cedono alle rate per la prima volta nella fascia di età tra i 18 e i 22 anni, seguiti subito dopo dagli over 50 e dalle donne. Si abbasserà poi la richiesta da parte delle classi economiche più disagiate e si alzerà da parte di quelle più elevate. Come a dire che la rata, da oggi, non è più solo appannaggio dei meno abbienti.
Damiana Verucci
12/02/2009