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La giunta comunale ha approvato la delibera per la tutela e la riqualificazione del commercio e dell'artigianato nel rione Esquilino. Ora il documento dovrà essere sottoposto all'approvazione del Consiglio comunale. Nel dettaglio sarà innanzitutto inibita l'attività di commercio all'ingrosso con o senza deposito merci.
Non sarà più consentita l'apertura di nuove attività per la produzione e/o vendita di ogni genere di abbigliamento e accessori, calzature e pelletterie, bigiotteria. Sarà vietato anche il trasferimento nel quartiere di attività appartenenti a questi settori. Infine, per rilanciare le attività tradizionali, sarà autorizzato, in deroga alle disposizioni precedenti, il mutamento merceologico per l'apertura di nuove attività.
L'assessore alle Attività produttive Davide Bordoni ha spiegato come con questo provvedimento si intenda intesificare i controlli sull'Esquilino: «La delibera - ha spiegato Bordoni - non avrà più una durata limitata come in passato, ma permanente».
Numerose sono state, anche nel corso degli ultimi mesi, le richieste di una stretta sul rione da parte di consiglieri municipali e comunali che chiedevano maggiore legalità. Soprattutto per la presenza di numerosi negozi e magazzini stranieri che non rispettano le regole sul commercio imposte dal Comune.
Ma poi ci sono anche i problemi legati alla malavita. Si va dall'immigrazione clandestina, con gli appartamenti affittati a stranieri senza permesso di soggiorno (molti di loro venditori ambulanti) che spesso alloggiano in veri e propri dormitori utilizzati anche come magazzini. Ma va detto che nell'ultimo anno i reati sono diminuiti. Secondo i dati del commissariato Esquilino sono in calo spaccio di droga, rapine e furti. Ma ci sono altre attività che vanno a gonfie vele: la schiavizzazione sul lavoro dei clandestini, lo sfruttamento della prostituzione e la trasformazione delle case sovraffollate affittate a clandestini. Per non parlare dei sequestri di cibi avariati o con etichette contraffatte. Basta ricordare l'operazione della polizia del 19 dicembre scorso che ha permesso di scoprire prodotti scaduti in ristoranti cinesi e in negozi di indiani e bengalesi. O l'operazione della Forestale di fine ottobre che ha portato a sequestrate decine di quintali di prodotti alimentari in magazzini e negozi di cinesi.
Pietro Giovannini
24/01/2009