Ultime notizie Roma
HOME POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

Lui nel portabagali e lei violentata

Guidonia, è caccia agli stupratori

Hanno stuprato lei e chiuso il fidanzato nel portabagli dell'auto. Un'arancia meccanica. Di notte, per un'ora, ai confini della capitale. Loro erano cinque belve, quattro a volto coperto, ancora una volta tutti stranieri, di nuovo dell'Est europeo.

Caccia agli stupratori Le due vittime: un'impiegata di 21 anni, un operaio di 24. Intorno alla mezzanotte di ieri a bordo di una piccola utilitaria i due si erano appartati in una via sterrata di Guidonia, grosso comune dell'hiterland. In città la violenza si sta estendendo come una macchia scura, incontrollabile: l'altra sera lo stupro di una signora scesa dal bus alla periferia romana, a Capodanno un'altra vittima a una megafesta cittadina, e ancora, nella stessa notte, ai Castelli romani e sul litorale di Ladispoli.


La storiaccia di Guidonia comincia alle 23,30 circa. I due ragazzi si fermano in via Selciatella: è buia, sterrata, abituale ritrovo di coppiette, taglia i campi in due, nella zona ci sono pochi cascinali sparsi. A un tratto l'assalto. Armati di cacciavite e coltello, i cinque arrivano a piedi e infrangono il vetro dello sportello sul lato passeggero. Quattro hanno il passamontagna, uno no. A tratti parlano tra di loro, in lingua straniera e in italiano stentato. Rapinano i fidanzati di pochi euro e dei due cellulari. Tolgono loro pure le scarpe. Prendono lui a schiaffi e pugni, poi lo trascinano nel portabagagli. Conoscono bene la zona, non si trovavano lì per andare a dormire in qualche baracca, con quell'armamentario probabilmente volevano proprio rapinare coppiette. Tant'è che quasi mezz'ora prima due fidanzati hanno denunciato lo stesso agguato della banda.


I cinque salgono sull'auto e percorrono la stradina per una cinquantina di metri più avanti infilandosi in una traversa a sinistra. Immobilizzano la giovane e a turno la violentano. Ai carabinieri lei stessa racconta quell'incubo. «Si sono avventati su me e il mio ragazzo con una furia disumana, ho provato a urlare, a resistere, a cacciarli ma ero terrorizzata e poi improvvisamente mi è mancata la forza fisica. Speravo che volessero rapinarci - continua - poi si sono scambiati qualche parola ed è stato l'abisso, ho urlato con quanto fiato avevo in gola. Poi ho capito che nessuno poteva sentirmi. Ho chiuso gli occhi e ho sperato che tutto finisse il più presto possibile». Il ragazzo è sconvolto dal caldo-freddo dentro di sé: cerca di mantenere la calma per dare forza alla compagna ma è pieno di rabbia e sensi di colpa per non essere riuscito a difenderla.


Dopo la violenza, i cinque fuggono a piedi. La ragazza è quasi svenuta. Passano diversi minuti prima che si riprenda. Poi ce la fa. Scende dall'auto e libera il ragazzo. Devono dare l'allarme. La vettura però s'impantana nel fango. Devono proseguire a piedi, scalzi. È un'odissea. Davanti hanno un faro: l'insegna di un hotel in lontananza. Ci arrivano. Si mette in moto la macchina dei soccorsi. Arrivano carabinieri di Guidonia e ambulanza del 118. E l'1,30. I due vengono portati all'ospedale romano Sandro Pertini: sono medicati con 20 giorni di prognosi ciascuno. La tappa successiva è la caserma di Guidonia: raccontano l'arancia meccanica. I militari li trasferiscono poi al Nucleo investigativo di via In Selci dove i due provano a descrivere il volto dell'unica belva che era a volto scoperto. S'è fatta l'alba. Parte la battuta del territorio. I carabinieri, coordinati dal comandante del Gruppo Frascati, il colonnello Rosario Castello, setacciano le baracche dei campi di via di Salone, Collefiorito, Campo Limpido, l'ex Stacchini. Arriva un'unità cinofila (il cane si chiama Bondi, è un pastore tedesco di 7 anni). Giungono anche i militari del Ris: la speranza è che i cinque abbiano lasciato le loro impronte digitali nell'abitacolo. In tutto sul campo è schierato un esercito di circa 150 carabinieri. Alla fine in caserma a Guidonia vengono portati una ventina di romeni. Saranno sotto torchio fino a sera: molti sospetti, nessuna prova. La caccia alla banda di stupratori è ancora aperta.

Vai alla homepage

Fabio Di Chio

24/01/2009










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro