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Subiaco, il sindaco chiede di non rinviare più la decisione. Luzzi (Pdl) attacca

Ospedale montano, legge ancora ferma in Regione

SUBIACO O approvano la legge o smontano l'insegna di «ospedale montano». La proposta per l'attribuzione della classificazione salva-tagli al nosocomio sublacense è ferma al palo di quella scritta luminosa da circa 3 anni. E ora il sindaco Angelucci ha chiesto «alla direzione sanitaria di rimuovere con immediatezza il cartello con la scritta».

La querelle è rimbalzata anche ieri in Consiglio regionale, dove la proposta di legge è ferma da mesi al decimo punto dell'ordine del giorno.
In aula c'è stato un botta e risposta tra Tommaso Luzzi (Pdl), che chiedeva «di invertire l'ordine del giorno per anticipare la discussione sul testo dell'ospedale montano di Subiaco» e il presidente Guido Milana (Pd) che ha riferito di quanto deciso dalla conferenza dei capigruppo sulla rimodulazione della proposta di legge in senso più ampio rispetto alla classificazione del solo nosocomio sublacense. «Mi auguro - ha commentato Luzzi- che non sia necessario un altro anno di discussione e di lavori in commissione Sanità e in Consiglio». Il sindaco Angelucci tiene infatti a ricordare che «l'ultima data promessa, cioè quella di fine novembre, è passata con un nulla di fatto ed è la manifestazione palese che non esiste la volontà politica di procedere. Scriverò immediatamente al ministro della Sanità - avverte - per sapere la verità su questa assurda vicenda». Anche perché, in attesa della norma salva-tagli, l'ospedale continua a perdere pezzi: «Abbiamo assistito - conclude Luzzi - alla chiusura del reparto di Pediatria e di Ortopedia, alla mancata sostituzione della Tac al declassamento del pronto soccorso».
Ant. Sbr.

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22/01/2009










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