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L'intervista

Gianfranco D'Angelo papà distratto
«Devo dire grazie a mia figlia»

Fabrizio Finamore
Gianfranco D'Angelo, protagonista di «Un giardino di aranci fatto in casa», ci parli di questo spettacolo
«Si tratta di un argomento attualissimo. È la storia di un uomo che vive una sorta di incontro/scontro con una figlia molto determinata che vuole metterlo davanti alle sue responsabilità, ma anche con le esigenze della sua compagna.

Si tratta di conflitti forti ma che poi alla fine riescono a scuoterlo e lo aiutano a ritrovare gli affetti perduti. È una commedia che lascia pensare perché parla di un argomento vero ma è anche molto divertente».
Nel cast c'è anche sua figlia Simona, quanto la sua esperienza di padre la ha aiutata nell'interpretare questo ruolo?
«Molto, nella vita con mia figlia ci scontriamo spesso su molte cose ma siamo sempre molto vicini. Tutto questo mi facilita il compito per entrare nel personaggio, anzi devo dire che senza Simona nel cast tutto sarebbe stato più difficile».
Come sta accogliendo il pubblico questa commedia?
«Finora è andata benissimo dappertutto. Il pubblico ride, riflette, pensa e si commuove. La scelta del testo si è rivelata vincente a monte ed è importante per il successo di una tournee soprattutto in un momento come questo in cui il teatro soffre della crisi generale».
Oggi c'è un revival della comicità degli anni '80. Ha mai pensato di tornare a fare oggi il tipo di televisione che faceva allora?
«Decisamente no. In passato ho fatto una tv vincente, ma oggi non ho rimpianti o nostalgie».

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22/01/2009










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