Ma sui tempi previsti non tutti e tre i Comuni che si dividono il territorio della famosa località turistica montana la pensano allo stesso modo. Per il sindaco di Trevi nel Lazio, nel quale ricade l'hotel «Il Caminetto», trasformato dall'Arciconfraternita del Sacramento in un «Cara» per immigrati dall'ottobre scorso, «la convenzione potrebbe essere nuovamente rinnovata. Per noi non ci sono problemi ma la decisione spetta al ministero», dice il primo cittadino Silvio Grazioli. «A noi il prefetto ha garantito che non rinnoverà la convenzione - ribatte Giacomo Troja, assessore di Arcinazzo Romano - sia per l'inadeguatezza dell'ubicazione montana e isolata, non certo ideale per l'integrazione, che per i tempi previsti per l'esame delle domande di asilo. Entro la fine di marzo continua l'assessore - saranno in grado di stabilire se i 114 immigrati avranno diritto allo status di rifugiato, dopo di che il centro chiuderà. Non ci saranno altri arrivi, è stato messo anche per iscritto in un documento inviato al ministero degli Interni». Garanzie che, secondo l'assessore Troja dovrebbero placare anche l'aumento delle offerte di vendita registrato negli ultimi tempi, soprattutto per le seconde case.
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06/01/2009