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Il sottosegretario ai Beni culturali

Allarme monumenti Giro: «Ecco il piano per farli rinascere»

«Il ministro dei Beni e delle Attività culturali Sandro Bondi e il sindaco di Roma Gianni Alemanno faranno rinascere la vasta area archeologica centrale di Roma, celebre in tutto il mondo, che al suo interno contiene alcune meraviglie del patrimonio culturale occidentale come il Colosseo, il Foro romano, i Fori imperiali, la Domus aurea, il Palatino.

È grazie al loro impegno che è stato istituito un tavolo tecnico di coordinamento fra il Comune di Roma e il ministero dei Beni culturali che avrò la responsabilità di guidare e che dovrà risanare l'intera area archeologica oggi molto degradata e inaccessibile in molti suoi settori». Lo dichiara, in una nota, il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro.
«Il 30 dicembre nel corso di un lungo sopralluogo con il soprintendente ai beni archeologici Bottini e il direttore regionale Luciano Marchetti - prosegue la nota - abbiamo potuto constatare che esiste un vero e proprio allarme Fori al quale occorre porre rimedio con un progetto che si svilupperà per fasi e che richiederà un notevole sforzo organizzativo, normativo ed economico. Sarà un'impresa titanica ma non possiamo tirarci indietro perché si tratta di restituire ai romani e al mondo intero un patrimonio inestimabile che sorge nel cuore di Roma e che non può restare nelle attuali e deprecabili condizioni. Qui si misurerà il nostro stesso grado di civiltà e la nostra capacità di essere una democrazia evoluta e matura. Roma è una Capitale e ha bisogno di questi progetti non di manifestazioni episodiche che non producono un benefico stabile e un vero riscatto della città. Per far rinascere il Foro e il Palatino punteremo essenzialmente su tre obiettivi: la ripulitura integrale dei luoghi che oggi in molti punti presentano ancora impalcature arrugginite e pericolanti, transenne precarie vecchie di alcuni decenni, discariche a cielo aperto. Questo è dovuto anche all'incomprensibile e perdurante presenza dagli anni '80 di scavi archeologici che sembrano inattivi e abbandonati a loro stessi. Questi scavi andranno terminati. Il secondo obiettivo sarà la messa in sicurezza dei resti archeologici e dei monumenti, oggi pericolanti. Il terzo e ultimo obiettivo è rendere l'intera area accessibile, riconoscibile e comprensibile attraverso il ricorso alle nuove tecnologie della comunicazione, all'installazione di cartelli, mappe e totem multimediali, oggi del tutto assenti».

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03/01/2009










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