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Ufficialmente iniziano sabato prossimo, ma in molti negozi della Capitale i saldi di fine stagione vengono già sistematicamente applicati da prima di Natale, dai commercianti ansiosi di vendere la propria merce.
Di fatto basta dare un'occhiata in giro nelle strade più commerciali e accorgersi che le vetrine sono piene di insegne che pubblicizzano sconti e promozioni mentre alcuni negozianti hanno prezzato da una settimana la merce esposta al prezzo di saldo. Come accorgersene? Generalmente sul vestito, scarpa, capo di abbigliamento c'è un cartellino provvisorio che riporta un prezzo scritto col pennarello nero. Lo stesso prezzo, dal prossimo 3 gennaio, sarà quello di saldo e lo ritroveremo sullo stesso capo solo con l'aggiunta del prezzo iniziale di partenza e della percentuale di sconto applicato. Un «trucco» che c'è da sempre, ma che quest'anno sembra decisamente più diffuso.
Gli affari per il settore abbigliamento vanno male da almeno tre anni. In questo 2008, a Roma, dati Confcommercio e Confesercenti, si sono registrati cali del 20% sul 2007, con una leggera ripresa nella sola settimana di Natale. L'anticipo di una settimana delle svendite, poi, che non è mai piaciuto tanto alle associazioni di categoria, ha fatto il resto. Non sono pochi i commercianti che si sono lamentati di quest'inizio precoce dei saldi, che ha fatto perdere la voglia ai consumatori di acquistare capi di abbigliamento prima dell'inizio ufficiale delle svendite. Polemiche a parte tutto è pronto a Roma per sabato 3 e tra i commercianti c'è grande attesa.
Per la Confcommercio «l'andamento fortemente negativo delle vendite autunno/inverno ha determinato elevate giacenze e quindi la disponibilità di un'offerta molto ampia». Conseguenza: «Gli sconti saranno alti già dai primi giorni, intorno al 40%, e le previsioni piuttosto ottimistiche». Saranno sconti invitanti anche per la Confesercenti provinciale che stima però percentuali di sconto più basse, almeno all'inizio, intorno al 20-30%, senza escludere in questo discorso le grandi firme che punteranno «alto» già dalla prima settimana.
Intanto proprio dalla Confesercenti arrivano i dati sui consumi di Natale (periodo 1-24 dicembre), per nulla incoraggianti. I settori merceologici segnerebbero tutti il meno, con l'unica eccezione dell'alimentari che regge sul 2007, anche se frutta e verdura nei mercati e nei negozi al dettaglio registrano un -15%. Calano anche libri, profumi e giocattoli rispettivamente dell'8, 15 e 5%, così come l'intimo che segna tra il 5 e l'8% in meno, e naturalmente l'abbigliamento con punte del -30% in periferia. Meno vendite che non hanno coinciso, tuttavia, con una diminuzione del numero degli acquirenti. «In poche parole - spiega Valter Giammaria, segretario generale della Confesercenti - ci sono stati più clienti che hanno speso però sul singolo acquisto meno dello scorso anno».
Damiana Verucci
30/12/2008