| HOME | POLITICA | INTERNI-ESTERI | ECONOMIA | SPORT | SPETTACOLI | PIZZI..cati channel | VIAGGI | HI TECH | SHOPPING | MULTIMEDIA | SONDAGGI | LAVORO |
Ancora un mese e Roma saprà dove saranno localizzati i campi rom. Sei insediamenti saranno spostati e via alle espulsioni per chi vive nell'illegalità.
Lo ha annunciato il sindaco Gianni Alemanno al termine dell'incontro di ieri in Campidoglio con i presidenti dei Municipi, il direttore dell'ufficio Sicurezza Mario Mori e l'assessore alle Politiche sociali Sveva Belviso. Il termine per la presentazione del Piano è stato spostato dunque dall'8 al 22 del mese: il prefetto Giuseppe Pecoraro, che ha partecipato al tavolo insieme al questore Giuseppe Caruso, ha infatti inviato (ha spiegato il sindaco) «un appello a tutti i Comuni del Lazio per chiedere idee e disponibilità per la collocazione degli insediamenti».
Appello che ieri il primo cittadino ha girato ai minisindaci della Capitale. E se nessuno - né Comuni né Municipi - avanzerà proposte? «Allora deciderà il prefetto - ha risposto Alemanno - Noi vogliamo ascoltare tutti, ma è il prefetto, commissario per l'emergenza nomadi, che avrà l'ultima parola. Al Comune spetta solo la gestione dei campi». Parlare oggi delle aree, ha aggiunto il sindaco, «sarebbe scorretto e contrario al principio di concertazione» ma le linee generali sono chiare: «Saranno lontani dall'abitato» e non è escluso che possano finire in Provincia o al di fuori di questa «perché il prefetto è commissario su base regionale».
Intanto Alemanno ha presentato ai minisindaci una bozza in 5 pagine del regolamento per la gestione dei campi: ne vengono individuati sette autorizzati, 15 tollerati e 60 abusivi. Tra il 12 e il 18 gennaio ci sarà la nuova riunione durante la quale i minisindaci presenteranno le loro eventuali proposte. «I nostri princìpi - ha aggiunto Alemanno - sono legalità e vivibilità: l'obiettivo è quello di ridurre il numero dei nomadi nel Lazio ma dobbiamo creare le condizioni di integrazione per assicurare solidarietà a chi ha il diritto di restare». I delinquenti - il sindaco è stato fermo - non sono i benvenuti a Roma: «Al Casilino 900 c'era chi viveva nelle baracche ma aveva case e macchine comprate grazie ad attività illegali. Questo - ha concluso Alemanno - non è più accettabile». Critica l'opposizione: secondo il consigliere Pd Daniele Ozzimo «il sindaco si nasconde dietro al prefetto». «Un impegno importante» è invece la lettura del presidente della commissione Sicurezza Fabrizio Santori (Pdl) mentre per Fabio Schiuma (Mpi - Santanchè) quelle di Alemanno sono «parole sante».
Gabriele Santoro
23/12/2008