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Il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo, uno dei più importanti per l'archeologia in Italia, festeggia i dieci anni di attività con una serie di iniziative, a partire da oggi fino al 7 giugno 2009, dal titolo «Scopri il Massimo».
Un gioco di parole che ha l'obiettivo di far conoscere ai romani e ai turisti i tesori del museo e le tante storie che esso ha da raccontare, anche grazie ai nuovi allestimenti e alle nuove didascalie preparate per l'occasione. Oltre alla collezione permanente, Palazzo Massimo ospita quattro eventi, il primo dei quali, intitolato «Il paradiso in una stanza», è stato reso possibile dall'eccezionale prestito da parte del Louvre degli affreschi e delle iscrizioni della Tomba di Patron, dove sono conservati i frammenti del monumento funebre.
La tomba prende il nome dal suo proprietario, un medico greco del I sec a.C. sepolto nei pressi della via Appia Antica. In origine un intero registro rappresentava uno splendido giardino, forse i Campi Elisi, mentre le parti giunte a noi riproducono una processione di familiari e di servitù. Per questo motivo gli affreschi sono esposti accanto alla Villa di Livia a Prima Porta, indiscusso capolavoro di pittura da giardino dell'antichità. Questi dipinti sono resi ancora più suggestivi dal nuovo impianto di illuminazione biodinamico, che regola la luce a seconda delle ore del giorno. Nella sala di Augusto viene esposta per la prima volta la bellissima testa in marmo pario di Marco Claudio Marcello, nipote prediletto e successore di Augusto, che è stata data in prestito dalla Fondazione Sorgente Group.
La scultura, che rappresenta Marcello a diciassette anni, è presentata accanto ad altri due volti del giovane presi dai Musei Capitolini e dalla Casa del Citarista a Pompei. L'allestimento delle luci di sala, dove vengono diffusi i versi di Virgilio, è realizzato dal premio Oscar Vittorio Storaro e da sua figlia Francesca. Si intitola «Come una rosa amena» l'esposizione degli affreschi del Grande Colombario, databile intorno al I sec a.C, che è stato scoperto a Villa Dora Pamphili nell'Ottocento. Gli affreschi tornano a essere visibili al pubblico dopo cinquant'anni in seguito a un accurato restauro. Al secondo piano, infine, la sezione «Antiche stanze di Termini» raccoglie le pitture e i mosaici ritrovati negli scavi in Piazza dei Cinquecento negli anni 1947-50.
Gabriele Antonucci
19/12/2008
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