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Fiducia e diritto. È questo il nodo da sciogliere sulla vicenda della dismissione del complesso immobiliare di via dei Sampieri, di proprietà della Coni servizi spa e venduta tramite bando alla Conit Gestioni Immobiliari srl.
Un nodo che si scioglierà in Campidoglio. Ieri il presidente della commissione Politiche abitative, Marco Visconti (Pdl) ha infatti annunciato un'audizione con le parti interessate. «In merito alla dismissione degli immobili di via dei Sampieri - commenta Visconti - ritengo improcrastinabile convocare una Commissione con le parti interessate al fine di fare tutta la chiarezza necessaria in merito a questa vicenda. La casa è un diritto inalienabile, e quindi, ritengo sia urgente affrontare questa delicata faccenda, dai connotati poco chiari. Auspico, dunque, che durante l'audizione vengano forniti tutti i dovuti e necessari chiarimenti».
La vicenda, ricordiamo riguarda non la messa in vendita del complesso di via dei Sampieri, quanto piuttosto le procedure di trattativa e di acquisto imposte agli inquilini. Una compravendita sulla quale il capogruppo Pdl, Dario Rossin sta già preparando un ordine del giorno. «In un momento come quello che stiamo vivendo, con molte famiglie coinvolte nell'emergenza abitativa, il nostro primo pensiero è quello di garantire a tutti il diritto alla casa - sostiene Rossin -. È doveroso affrontare in Consiglio comunale questa vicenda, perché si possa fare piena luce su quanto accaduto, a tutela dei cittadini coinvolti e dei loro diritti di acquisizione». Dello stesso parere anche il vice presidente della commissione Politiche abitative, Luca Gramazio e il vice presidente della commissione Politiche sociali, Ugo Cassone. «C'è bisogno di accertare subito la verità - affermano - per sgomberare il campo da qualsiasi ombra, siamo sicuri che i primi a volerlo sono gli attori della vicenda, partendo dal Coni passando per le società interessate fino ad arrivare ai cittadini, che purtroppo come al solito rischiano di essere gli unici a pagare».
I dubbi sulle procedure, sollevati ieri da questo giornale riguardano non solo l'indicazione dell'acquirente da parte del sindacato ma anche le modalità e i tempi di pagamento per l'acquisto della casa, così come la società acquirente che vanta un capitale sociale di 12 mila euro ed è composta da due cooperative, di cui una in liquidazione. A rispondere ad alcune questioni sollevate, è il segretario provinciale del Sunia, Emiliano Guarnieri, protagonista dell'intera vicenda. «Ho ricevuto la delega di 24 inquilini su 31 e posso garantire che ogni cosa è stata fatta nel pieno della trasparenza - afferma Guarnieri - Nessun sospetto e nessun dubbio sulle procedure. La Conit è procuratore e acquirente ma questo è stato fatto per evitare doppi passaggi di proprietà e costi elevati per gli inquilini. Nell'accordo siglato dal Sunia con la Conit sono stati raggiunti importanti obiettivi sul rinnovo dei contratti e sul mantenimento dei canoni attuali». Sul fatto che l'accordo non è stato visionato dagli inquilini, il Sunia replica: «Ho scritto a tutti una lettera con i contenuti e so che ne è stata fatta qualche copia», mentre per quanto riguarda la stima del prezzo di vendita, senza visionare le case interessate «è stata fatta una valutazione a campione - risponde Guarnieri - è una procedura normale per le vendite in blocco».
Ma c'è ancora un aspetto da sottolineare, alla richiesta di alcuni inquilini di prendere visione degli atti relativi alla dismissione e all'accordo sindacale, il Sunia risponde giudicando «inopportuna» la comunicazione e, ribadendo i contenuti dell'accordo nella lettera, chiede la rinuncia di accesso agli atti da parte degli interessati. Una questione di fiducia, l'accordo è stato sgilato, le condizioni di vendita sono ribadite nella stessa risposta del Sunia. Fiducia e diritto, appunto. Ma se la prima può essere oggetto di dubbi e perplessità, il secondo no. Se la dismissione degli immobili di via Sampieri significa per gli inquilini acquistare una casa a condizioni vantaggiose, per la Conit significa ritrovarsi cinque appartamenti sfitti nel suo patrimonio immobiliare, praticamente pagati con i soldi degli inquilini stessi. Una procedura che, se legale, suscita qualche sospetto. Mentre l'accesso agli atti delle parti interessate non è una questione di fiducia e il diritto non ammette dubbi.
Susanna Novelli
10/12/2008