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L'omicidio del gioielliere all'Axa

Arrestato a Milano un romeno in possesso deipreziosi

Svolta nelle indagini sull'omicidio di Francesco Lenzi, il gioielliere incaprettato, torturato con scosse elettriche e ucciso nella sua villa all'Axa martedì mattina.

Omicidio gioielliere Gli agenti della Polizia Ferroviaria di Milano hanno fermato ieri uno dei banditi: si tratta di un cittadino romeno che, pressato dagli agenti, avrebbe confessato. A tradirlo è stata la valigia piena di gioielli, dimenticata per sbadataggine sul sedile di un treno Eurostar che già lo portava lontano dalla cattura. Doveva arrivare a Milano l'uomo. Era convinto di squagliarsela col bottino, ma ha fatto un errore: è sceso alla stazione di Bologna, si è distratto, non è risalito in tempo sul treno, che è ripartito col tesoro verso Milano. Senza di lui. In preda all'ansia il romeno ha chiesto informazioni per recuperare il prezioso bagaglio.

«Niente da fare, mi spiace - gli avrebbe risposto un dipendente Fs - Può prendere il treno dopo». Ovviamente l'uomo non si è perso in chiacchiere catapultandosi sull'Eurostar successivo che l'ha portato alla stazione Centrale. Milano appunto. Lì, nel frattempo, la valigia arrivata sola prima del suo proprietario, aveva attirato l'attenzione dei passeggeri che al momento di scendere l'hanno segnalata al personale Fs.

Ma il bottino non è finito subito all'ufficio oggetti smarriti: prima è stato esaminato dagli agenti della Polferlì che hanno aperto il bagaglio esaminandone il contenuto. Un mare di orologi, bracciali, oggetti preziosi. In un primo momento si era pensato a bigiotteria: un mucchio così di gioielli chi avrebbe potuto dimenticarlo?

 Oro, altroché, centinaia di migliaia di euro di merce accatastata in una valigia dimenticata su un treno. A quel punto gli uomini agli ordini di Angelo Serafino agiscono d'astuzia: meglio far finta di niente. Qualcuno verrà pure a reclamare un simile tesoro. E infatti, due-tre ore dopo, ecco far capolino, all'ufficio oggetti smarriti, un uomo visibilmente trafelato. Un romeno che chiede della sua valigia dimenticata sul treno. Da lì fioccano le domande, continue, pressanti. L'interrogatorio è lungo e serrato e lo straniero confessa. Quei gioielli li ha rubati a Roma, martedì mattina. Sono costati una vita, quella di un gioielliere che tra qualche mese sarebbe diventato nonno, e lui li ha dimenticati per sgranchirsi le gambe sulla banchina. Le indagini intanto proseguono per trovare gli altri responsabili. Al vaglio degli inquirenti, la vita privata dell'uomo, le tante ragazze dell'Est Europa che frequentava e la posizione delle due colf anch'esse romene.

A questo punto è l'omicidio a scopo di rapina l'ipotesi più accreditata. Anche se si seguono anche le altre piste. Secondo il comandante provinciale dei carabinieri Vittorio Tomasone, Lenzi «potrebbe essere stato torturato affinché parlasse». Possibile che i malviventi cercassero qualcosa. Magari proprio i preziosi che il gioielliere teneva in casa da quando aveva chiuso i suoi tre negozi.

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Silvia Mancinelli

27/11/2008










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