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Manca poco meno di un mese e mezzo alla fine dell'anno ma già è partita la caccia da parte dei carabinieri ai venditori di fuochi d'artificio e petardi illegali.
Nel sottoscala di un'abitazione, nel quartiere Finocchio, alla periferia sud della Capitale, sono stati trovati dai militari del Nucleo Investigativo, diretto dal maggiore Lorenzo Sabatino, 500 chili di fuochi artificiali e undici cartucce calibro 9 detenute illegalmente. Il proprietario, un venditore ambulante di 23 anni napoletano, è stato denunciato a piede libero.
Era invece il 5 dicembre del 2007 quando è stata scoperta la prima una «polveriera» di fuochi d'artificio da parte dei militari del comando provinciale della Guardia di Finanza in una palazzina in via Ponte di Nona, al Prenestino. Si trattava di sei tonnellate di «botti» per un valore di circa tre milioni di euro, che tre cinesi quarantenni nascondevano all'insaputa degli inquilini dell'edificio. I militari avevano denunciato i tre extracomunitari. Il blitz era scattato su disposizione del pubblico ministero Pierluigi Cipolla, che aveva autorizzato perquisizioni nelle case degli indagati, nel negozio e nel magazzino, dove erano stati trovate e sequestrate cipolle, razzi, petardi, mortai e «bombe di Maradona», materiale fuorilegge di produzione cinese e importato clandestinamente in Italia.
Secondo i finanzieri, in quell'occasione, sarebbe bastata una scintilla per provocare un'esplosione. A sapere dell'arrivo dei botti nella Capitale era stato il gruppo di Fiumicino delle Fiamme Gialle: soltanto dopo lunghe e complesse indagini, si era risaliti a un negozio all'Esquilino e poi al magazzino nell'edificio alla periferia est di Roma. Intorno alla palazzina, i militari avevano notato una frenetica attività di alcuni cinesi e quindi avevano deciso di intervenire.
«Un fenomeno che dovrebbe essere inquadrato in un contesto di illegalità diffusa e come tale dovrebbe essere punito vista soprattutto la rilevanza dei costi sociali e sanitari che la collettività deve sostenere per gli incidenti causati dai botti illegali». Lo ha dichiarato Luigi Camilloni, presidente dell'osservatorio sociale.
20/11/2008