Le «chiavi» per accendere un motore finanziario andato in stallo sono una razionalizzazione delle spese da una parte e la lotta all'evasione dall'altra. Ci saranno tagli, quindi con una razionalizzazione e riorganizzazione della macchina amministrativa attraverso l'efficientamento degli uffici e un corposo ridimensionamento, quasi la metà, delle aziende capitoline, soprattutto di secondo livello. Il recupero delle entrate sarà incentrato soprattutto nella lotta all'evasione con nuovi protocolli di intesa con Guardia di Finanza, Equitalia-Gerit e l'Agenzia del Territorio. Condono edilizio e revisione degli estimi catastali dovrebbero portare gettito per diversi milioni di euro.
A sottolineare i meriti del documento economico, il presidente della commissione Guidi. «Si tratta di una manovra che punta al risanamento - ha commentato - al rientro del debito, non aumenta le tasse e propone un forte impegno nella lotta all'evasione fiscale». Critiche invece dall'opposizione. Il vice presidente della Commissione, Alfredo Ferrari (Pd) ha affermato che «il documento non è chiaro per quanto riguarda le linee di sviluppo. I cinque macroprogetti che lo compongono sono tutti da definire e anche le risorse destinate agli investimenti saranno definite in base alla disponibilità nel momento in cui si deciderà di avviarli. Si tratta sostanzialmente di un bilancio prudente - ha aggiunto Ferrari - tutto centrato nella valorizzazione del patrimonio e sulla manutenzione. Unica nota positiva le delibere annunciate dall'assesosre per incrementare la lotta all'evasione fiscale, che è poi una delle maggiori cause del deficit capitolino, di cui però attendiamo tempi, modi e dati certi».
Sus. Nov.
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19/11/2008