Non atleti qualsiasi, ma olimpionici, come avrebbe potuto diventare lui se cinquant'anni fa non avesse scelto la via del cinema.
«Ho praticato la ginnastica, la box e i tuffi. Poi ho avuto una piccola parte in Ben Hur e la mia vita è cambiata», racconta al circolo dove è di casa da 25 anni. Lo accoglie il presidente Gianni Battistoni, lo accompagnano la moglie Daniela e una figlia, Giuliana; l'altra, Vera, si trova a Los Angeles. I soci hanno organizzato una cena e una piccola rievocazione della sua carriera, con tanto di locandine e brani di film. Ci sono Armando Trovajoli, Joaquin Navarro Valls, Daniele Masala, Italo Salice, Paola Saluzzi. Il festeggiato, oggi anche scultore, ha portato alcune opere raffiguranti pugili e di ginnasti: corpi allenati come è ancora il suo, nonostante i settant'anni da poco compiuti: «Sul set non ho mai avuto la controfigura. Oggi gioco a tennis e vado in canoa sul Tevere", racconta Gemma con orgoglio. Le testimonianze di affetto si susseguono, alcuni ospiti prendono la parola per salutare l'amico attore. «Giuliano è un atleta nato, versatile in molte discipline», dice Benvenuti. «Abbiamo fatto i pompieri insieme alle Capannelle, ci siamo allenati sul ring. Poi ci siamo trovati anche a recitare in un film. Posso dire che, oltre che uno sportivo, è rimasto un amico sincero».
Seguono battute sui rispettivi chili di troppo o, meglio, sui pochi etti, vista la forma fisica. Entrambi portano sul petto la spilla del Coni, coniata per gli atleti olimpici. «La sua è ad honorem», scherza Benvenuti. Una targa del circolo è il ricordo della serata da parte dei soci. Poi tutti a cena con risotto alla provola, paccheri al branzino, spigola e tacchino: uno strappo alla regola, ma a tenere in forma il cow-boy ci penseranno il lavoro - interpreterà la nuova serie della fiction «Butta la luna» - e qualche pagaiata sul fiume. «Come quando - ricorda - nel primo film girato con Dino Risi, facevo il gondoliere vicino ad Alberto Sordi». Foto Sirolesi
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19/11/2008