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Villa Borghese, gemellaggio con lo zoo di Amburgo

Un acquario al Bioparco e qualche "cucciolo" in più

Introduzione di nuovi animali per la conservazione delle specie, «nulla osta» a nuove nascite e costituzione di un acquario, sul quale è già pronto un progetto dettagliato. Sono alcuni obiettivi della fondazione Bioparco, che verranno proposti a sei mesi dal cambio dell'amministrazione comunale.

bioparco Ad illustrarne i dettagli, oggi alle 18.30, a via Castelfidardo 41, sarà il medico veterinario Tullio Paolo Scotti, da anni nel CdA del Bioparco. Parteciperà anche Gloria Svampa, del Museo civico di Zoologia, presidente dell'Unione italiana zoo e acquari (Uiza), nonché membro del direttivo dell'Eaza, organizzazione europea, sempre di zoo e acquari. Non mancheranno rappresentanti politici, come Marco Marsilio e Gianni Mancuso, deputati di An e gli assessori del Comune di Roma all'Ambiente ed alla Scuola, Fabio De Lillo e Laura Marsilio. Al centro di tutto è il rilancio della fondazione Bioparco, nata nel 2004.


«A Roma gli animali, in 17 ettari, sono scesi a meno di mille e per tre quarti sono tutti molto anziani - precisa Scotti -. Ogni anno si totalizzano circa 600mila ingressi, compresi i biglietti gratuiti. Senza il finanziamento del Comune, la struttura non riuscirebbe a sopravvivere». Per Scotti una delle soluzione, ma non l'unica, sarebbe quella di «aprire un acquario, che permetterebbe un incremento di oltre 300mila visitatori l'anno». Il via libera alle nuove introduzioni di giovani esemplari si è già fatto sentire qualche giorno fa, con l'arrivo di un raro leopardo iraniano femmina, di appena due anni. Una politica in controtendenza rispetto alla precedente amministrazione: prima era stato scelto di accogliere solo animali in difficoltà o sequestrati, stabilendo anche il blocco delle nascite.

Tra le priorità assolute, sottolineate da Scotti, «è la sistemazione degli oranghi in un'area più adeguata. La sfida - continua - potrebbe essere il modello dello zoo di Amburgo, 21 ettari per 1850 animali esotici e un milione e 600mila visitatori paganti per anno. L'ho visitato di recente, le basi ci sono tutte, ci vuole una programmazione. Entrambi gli zoo sono stati progettati da Carl Hagenbeck, che introdusse la novità di ridurre le sbarre, sostituendo le gabbie con i fossati. Tra le altre idee, un gemellaggio con lo zoo di Amburgo, la preparazione del centenario dello zoo di Roma 1911-2011, la promozione di nuovi corsi di formazione e un nuovo masterplan. L'obiettivo finale è quello di far rientrare a pieno titolo in un circuito internazionale l'ex-zoo fondato nel 1911.
 

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Maria Paola Gianni

19/11/2008










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