E ad ascoltare le testimonianze in aula ci sarà l'imputato, Friedrich Vernarelli, accusato dalla magistratura di aver travolto e ucciso le due ragazze: il pm contesta al conducente della Mercedes i reati di omicidio colposo plurimo, omissione di soccorso e guida in stato d'ebbrezza.
Nel corso dell'udienza di ieri mattina, il giudice ha dunque ammesso le liste dei testimoni di accusa e difesa: in entrambe c'è il nome del ragazzo americano, Manuel Ruiz, che ha sempre riferito di aver visto scendere dal lato guida della vettura non Vernarelli, ma un'altra persona. Una ricostruzione dei fatti che Ruiz dovrà riferire nuovamente davanti al giudice monocratico Anna Maria Pazienza, che sta procedendo con il rito immediato nei confronti dell'imputato. In aula dovranno presentarsi anche i due giovani ungheresi che sarebbero stati in auto con Vernarelli. A quest'ultimo, intanto, da una ventina di giorni gli sono stati revocati gli arresti domiciliari: Vernarelli è stato infatti sottoposto all'obbligo di firma due volte al giorno presso il commissariato di zona, riprendendo così a lavorare in un bed&breakfast tre ore al giorno. «Sono contento che il processo sia cominciato - ha detto Vernarelli al termine dell'udienza - ho fiducia nella giustizia, non ho sentito i familiari delle due ragazze irlandesi, l'unico contatto è stato un telegramma che ho inviato all'ambasciata iralndese il giorno successivo all'incidente. Quando le cose saranno chiarite, dirò io alcune cose».
In questi mesi di indagine, l'assicurazione ha già risarcito le famiglie delle due ragazze morte, Elizabeth Anne Gubbins e Mary Clare Collins, rispettivamente con 50 mila e 80 mila euro. «Il risarcimento c'è stato anche grazie al nostro interessamento», ha sottolineato l'avvocato di Vernarelli, il penalista Giovanni Marcellitti.
Il prossimo 19 dicembre, terza udienza del processo, sarà ascoltato dal giudice anche il medico legale che ha effettuato l'autopsia sui corpi delle vittime, la dottoressa Maria Rosaria Aromatario.
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08/11/2008