Nelle cinque della provincia romana gli accorpamenti dovrebbero toccare alla III Comunità montana della Tolfa, visto che è formata da due soli municipi (Allumiere e Tolfa) mentre la riforma impone un «numero di comuni non inferiore a cinque». Anche l'XI dei Castelli Romani e Prenestini dovrebbe subire modifiche, considerato che alcuni dei dodici Comuni compresi non presentano i requisiti relativi alla «superficie e popolazione montana superiore al cinquanta per cento». Le restanti tre (l'ottava dei Monti Lepini, la nona dei Monti Sabini-Tiburtini e la decima dell'Aniene) dovrebbero uscire indenni dalla nuova perimetrazione che «porterà ad una concreta riduzione dei costi e ad uno snellimento degli organi di governo», commenta l'assessore regionale agli Enti locali, Daniele Fichera.
È previsto un risparmio superiore ai 2 milioni di euro annui nei costi di gestione degli enti, che dal prossimo gennaio dovranno ridurre i membri delle giunte (due per quelli fino a 30 mila abitanti, quattro per gli altri), modificare le norme statutarie (un rappresentante per Comune) e tagliare le indennità, che al massimo raggiungeranno la metà di quanto percepito dal sindaco del centro più grande. «Non si tratta solo di risparmi - dice il presidente della Regione Marrazzo - il provvedimento sarà utile anche per dare maggior efficienza alle istituzioni». Ma l'opposizione non è d'accordo: «La sinistra sta stravolgendo quanto previsto dalla legge finanziaria 2008 - ha detto il capogruppo di Forza Italia, Alfredo Pallone - con una riforma dai toni grotteschi e ridicoli».
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06/11/2008