Ieri mattina sono state chiuse le camere operatorie, mentre già da tre giorni hanno cessato l'attività Rianimazione, Psichiatria, Urologia e Terapia intensiva cardiologica. Per Nefrologia e i circa 90 dializzati, prosegue la Regione, è stata individuata una soluzione concordata: andranno al S. Eugenio. «Abbiamo già l'adesione alla mobilità dell'80% del personale» ha aggiunto poi il governatore. I dipendenti in trasferimento sono 354. Alla sanità romana sono destinati 158 operatori: 4 all'Ares, 2 all'Ifo, 2 allo Spallanzani, 21 al S. Andrea, 13 al S. Camillo, 3 al S. Filippo, 19 al S. Giovanni, 5 a Tor Vergata, 47 al Policlinico, 3 alla RmB, 5 alla RmC, 6 alla RmD, 28 alla RmE. Per quanto riguarda i 140 che si muovono in equipe, 14 andranno al S. Camillo, 36 al S. Giovanni, 4 a Tor Vergata, 17 all'Umberto I, 6 al Pertini, 20 al S. Eugenio, 43 al S. Spirito. In mattinata Marrazzo ha incontrato in Campidoglio il sindaco Gianni Alemanno e i rappresentanti del comitato «Salviamo il San Giacomo». Dal vertice è emersa la conferma della volontà di mantenere la destinazione pubblica e la possibilità di integrazioni socio-sanitarie anche all'interno della stessa struttura. Il comitato ha rinnovato la sua fiducia nell'«intelligenza politica» del sindaco, e ha apprezzato la proposta del presidente della commissione comunale Sanità Fernando Aiuti, che prevede nel San Giacomo 90 posti letto per acuti e la parziale riconversione di una parte dei rimanenti in lungodegenza e riabilitazione specialistica.
Gab. San.
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30/10/2008