Ultime notizie Roma
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

San Giacomo, il commissario: «Vi capisco, ma non potevo fare altro»

Medici e pazienti contestano il governatore nel giorno della traduzione del testamento

Gabriele Santoro
g.santoro@iltempo.it
E alla fine l'incontro con Marrazzo i contrari alla chiusura del San Giacomo l'hanno strappato. Un po' tirato per la giacca: hanno interrotto un convegno a cui stava partecipando, contestandolo. E lui ha dato appuntamento alle 20,30 proprio nell'ospedale del Corso.

Una sala circolare, banchi di legno sovrapposti in più ordini. Gremiti di facce, infermieri, pazienti, medici. Poco amichevoli. Al centro, come sul tavolo operatorio, Marrazzo. Rumoreggiano. C'è Oliva Salviati, l'erede del cardinale che donò l'ospedale alla città. Sua figlia Polimnia. Il portavoce dei contrari Felice Occhigrossi snocciola dati sull'ospedale, che «non ne giustificano la chiusura». Perché proprio noi? si sente gridare. Perché nessuno ci ha detto nulla? Marrazzo, teso, ascolta. Poi prova a parlare: «Comprendo le vostre ragioni. Sarei dovuto venire subito qui: avrei dovuto fare un'assemblea prima». Sceglie la metafora sanitaria: «Sono come un chirurgo che deve decidere dolorosamente cosa fare». Intanto arriva anche il vicepresidente Montino. Ma l'atmosfera è carica, troppo. S'alza uno e lo contesta, «hai tagliato la gamba sana», un'altra zittisce il primo, «e fatelo parlare». Lui continua: «Abbiamo dieci miliardi di debiti, sarebbe andato tutto a scatafascio, i vostri stipendi, tutto il sistema. Ogni anno un buco tra 1,6 e 2 miliardi. Io ho scelto di attaccare il debito». Ma è troppa la rabbia, caricata da giorni. Fischi, e fischi per chi fischia. Marrazzo, microfono in mano, prova a moderare. Qualcuno (subito zittito) gli contesta atteggiamenti da tv. Lui si fa serio: «Io parlo da presidente e da commissario». Sì, gli chiedono, ma perché tagliare proprio noi? Qualcuno grida «speculazione». Marrazzo non ci sta: «Trovatemi una sola carta che dice che avremmo venduto». E poi: «In quest'area il numero dei posti è squilibrato: io devo pensare a tutta la Regione, a luoghi dove la sanità è assente». Ma va avanti a fatica. La folla è divisa tra chi lo vuol far parlare e chi lo vuole contestare. La mattina, nel corso di una riunione del comitato a S. Maria del Popolo, l'atmosfera era diversa. Una standing ovation aveva accolto la traduzione del testamento Salviati. Sei righe in particolare che, con blindata esattezza, sanciscono la volontà che l'edificio resti un ospedale. «Non siamo vincolati dal lascito testamentario - dirà però più tardi il governatore - L'Avvocatura di Stato dice che quel vincolo è contestualizzato al '600 e che la cura della persone è legata a quel contesto». Nel pomeriggio c'era stata anche la manifestazione, in centinaia a viale Mazzini, camici bianchi e cerotti alla bocca. L'appello ad Alemanno perché in virtù dei suoi poteri speciali, «per il bene dei pazienti» blocchi la chiusura a suon d'ordinanze. Poi in serata, il processo.

Vai alla homepage

24/10/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro