Non solo. Ieri è stata anche la giornata dei consulenti di accusa e difesa. Davanti ai giudici della Corte d'assise, gli esperti hanno fornito versioni differenti, soprattutto rispetto al numero di persone che avrebbero picchiato e rapinato la donna la sera del 30 ottobre 2007. Secondo il consulente dell'accusa, Luigi Cipolloni, le ferite trovate sul corpo della vittima sono compatibili con un'aggressione compiuta da una sola persona; per il consulente della difesa, Francesco Loreti Comantini, è possibile invece che Giovanna Reggiani sia stata colpita da più individui.
Nel corso dell'udienza ha deposto anche Carla Vecchiotti, direttore del laboratorio di Genetica Forense de «La Sapienza», che ha analizzato numerosi indumenti trovati sul luogo dell'aggressione: sei abiti riferibili a una donna, nonché gli slip e la maglietta di Mailat. Su cinque reperti l'esperto ha individuato sangue della Reggiani, su un altro (un maglione azzurro) sangue di donna, ma non compatibile con quello della Reggiani, mentre sulla maglietta di Mailat ha riscontrato la presenza di sangue del romeno. Comunque, su nessun reperto è stato trovato sangue appartenente a un uomo, fatta eccezione per la maglietta dell'imputato. Per quanto riguarda l'accusa di violenza sessuale contestata a Mailat, oltre all'omicidio volontario e la rapina, la dottoressa ha affermato di aver analizzato tre tamponi vaginali e su nessuno è stato trovato liquido seminale.
Il processo è stato poi rinviato dalla Corte al prossimo 28 ottobre, giorno in cui i giudici potrebbero entrare in camera di consiglio per decidere se condannare o meno il romeno.
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23/10/2008