Per Alemanno «non esiste un'impiantistica adeguata» e per colmare questo gap «non è possibile utilizzare solo risorse pubbliche ma serve una sinergia tra pubblico e imprenditoria privata. Per questo faremo un tavolo per permettere al mondo del privato di concorrere al piano regolatore». A Roma «è stata istituita d'intesa con il comune, una commissione per l'impiantistica di vertice e la sua gestione per garantire le necessarie autorizzazioni e snellire le pratiche burocratiche», ha annunciato il sottosegretario allo Sport. «Sarà un organismo agile - ha continuato Crimi - che diventerà operativo nei prossimi giorni e «rappresenterà tutte le parti interessate, la Regione Lazio, la Provincia di Roma e i ministeri dei Beni Culturali e del Tesoro». Le richieste avanzate dal presidente della Confcommercio Roma, Cesare Pambianchi, sono state lo snellimento dell'iter autorizzativo, agevolazione fiscale dell'Iva, possibilità di detrazione delle spese per pratica sportiva e un federalismo dell'impiantistica.
Dal presidente della Fiis un ricordo all'esperienza dei Punti Verdi Qualità, «ideati con lo scopo di demandare ai privati il recupero o la bonifica delle aree degradate della capitale per la realizzazione di servizi sportivi e ricreativi. Di tutti i progetti ipotizzati pochissimi sono stati quelli giunti a buon fine». È invece il presidente del Comitato dei Mondiali di nuoto del 2009, Giovanni Malagò, a lanciare l'allarme sul ruolo della Capitale nei grandi eventi sportivi. «Roma è sempre al centro di polemiche legate a problemi negli impianti sportivi. Diamo una volta per tutte una risposta definitiva». Per il presidente Malagò, è «importantissima» a tal fine, la mappatura degli impianti sportivi annunciata dal delegato del sindaco per le Politiche sportive Alessandro Cochi.
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21/10/2008