Dalla metà del secolo scorso ad oggi, enormi passi avanti sono stati fatti rispetto alle prospettive di vita per un bambino nato prematuro. Tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70, con la nascita della terapia intensiva neonatale, si è creato uno spartiacque nell'approccio ai bambini nati anche al 5°-6° mese di gravidanza: da quel periodo, infatti, hanno cominciato ad essere considerati individui con possibilità di vita. «Non è vero che un bimbo di 600-700 grammi non ha chance di sopravvivere. Sotto le 32 settimane - spiega Rocco Agostino, direttore dell'Unità operativa di terapia intensiva neonatale - le possibilità di rimanere in vita vanno dal 20-25%, per le età gestazionale più basse, fino all'80-85%. Il limite vitale sotto il quale è inutile intervenire è 22 settimane».
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11/10/2008