Tuttavia, Marrazzo segnala che «il clima politico generale risulta fortemente condizionato da iniziative di carattere propagandistico da parte di numerosi esponenti nazionali e locali appartenenti al Suo schieramento politico, i quali da un lato invitano il Governo a non concedere sconti - peraltro non richiesti - alla Regione Lazio sul piano del rigore e, dall'altro, cavalcano ogni tipo di protesta e ogni rivendicazione localistica. Mi consentirà, Signor Presidente - scrive ancora Marrazzo - di segnalarLe a questo proposito il fatto che in questi mesi ho affrontato il difficile tema del risanamento della sanità del Lazio senza mai ricorrere agli strumenti polemici che l'enorme debito, e le non rare malversazioni, lasciatemi in eredità dalla passata amministrazione mi avrebbero messo agevolmente a disposizione. Pur di fronte a un'evidente sperequazione di trattamento da parte del Governo tra la Regione Lazio e il Comune di Roma, a cui ad esempio è stato concesso in pochi giorni un finanziamento straordinario di 500 milioni di euro e il diritto per decreto - unico tra gli enti locali nostri creditori - di pignorare i fondi regionali, ho sempre pervicacemente perseguito la ricerca di un accordo istituzionale "alto" e perciò capace di risanare la sanità laziale nel supremo interesse della collettività».
Senza «una rafforzata e leale intesa istituzionale» sostiene Marrazzo, «tutto rischia di precipitare in uno sterile conflitto le cui prime e sole vittime sarebbero i cittadini della mia Regione».
Da qui l'appello al premier affinchè «si adoperi per superare le incertezze che hanno sino a oggi contraddistinto i rapporti tra il Governo e la Regione liberando il lavoro di risanamento della sanità del Lazio da ogni speculazione politica di parte. Tale intesa non può non presupporre la soluzione definitiva del tema, a Lei sicuramente noto, dei trasferimenti che la Regione attende dal Governo».
Qualora tali trasferimenti non fossero effettivamente disposti nei prossimi giorni, «gravissime sarebbero le conseguenze nella Regione Lazio per gli operatori del settore e per i cittadini tutti. Sono certo - conclude il governatore - che l'attenzione che Ella ha ritenuto di assicurare alla situazione della sanità laziale consentirà, anche in forza dell'auspicato rinnovato quadro di responsabile collaborazione istituzionale, di scongiurare tale rischio».
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30/09/2008