Che chiede, in un'interrogazione inviata al sindaco di Subiaco, Pierluigi Angelucci (Pdl), «come si intende intervenire per sopperire al disagio che dovranno sostenere le persone finora assistite (circa 40 solo a Subiaco)», considerato che «è un obbligo del Comune fornire assistenza alle persone anziane, ai disabili e a quanti ne hanno necessità e ne fanno richiesta» e che che il servizio «nel distretto G4 è finanziato da fondi regionali e statali».
E proprio contro i ritardi nell'erogazione di questi fondi che puntano il dito al Comune di Subiaco, che è il municipio capofila dei 22 centri ad alto tasso d'invecchiamento della Valle dell'Aniene, che conta una popolazione di oltre 32 mila abitanti.
Nell'incontro con le cooperative che attendono i pagamenti da otto mesi, infatti, è stato stilato un primo elenco dei Comuni «morosi» in arretrato con i trasferimenti.
«Ma il problema vero non sono i ritardi dei contributi dei piccoli Comuni, alcuni dei quali avranno pure accumulato arretrati più lunghi, ma è quello della Regione Lazio, che da tempo invia i fondi a singhiozzo - dice Sandro Biferi, sindaco di Arcinazzo Romano - e non soltanto per l'assistenza domiciliare, ma per tutto. E per la dimensione dei nostri piccoli bilanci non possiamo neanche ricorrere più di tanto alle anticipazioni di cassa per tamponare le situazioni d'emergenza come questa. Noi, in ogni caso, abbiamo dato mandato agli uffici di regolarizzare subito i nostri arretrati, che sono solo di 5 mila euro, pur di evitare la minacciata sospensione del servizio di assistenza domiciliare, fondamentale per centri montani e isolati come i nostri».
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05/09/2008