Il vicepresidente della Regione Lazio, Esterino Montino, non usa mezzi termini e richiama il Pdl «al senso delle istituzioni». Ribadisce il piano presentato dal commissario Marrazzo all'esecutivo pochi giorni fa e avverte: «Il governo sta creando un danno erariale di cui dovrà rispondere».
Onorevole Montino, qual è la situazione della sanità del Lazio?
«Rimane difficile ma soprattutto sul piano politico-istituzionale».
Vuole dire che i conti non sono drammatici?
«Abbiamo un disavanzo di un miliardo e 300 milioni e la spesa continua a scendere, nonostante gli oneri del rinnovo dei contratti siano stati coperti dal governo solo per il 40 per cento, senza considerare l'inflazione. Siamo ancora sotto le stime del piano di rientro ma copriremo il disavanzo con le maggiori entrate e le misure adottate dal commissario Marrazzo. Chiuderemo il 2008 con il pareggio di bilancio. Ecco perché dico che la questione ormai è ideologica».
Intende con il governo?
«Le sembra normale che da un lato il sindaco Alemanno e gli esponenti locali del Pdl speculino sulla chiusura degli ospedali e dall'altro il ministro Sacconi ci chieda più rigore? Il punto è che il centrodestra vuole metterci in difficoltà: tentano di consolidare la loro vittoria a Roma facendo apparire il Lazio come le altre Regioni in crisi. Ma non è così. Perché il governo non si comporta allo stesso modo con gli enti locali che si trovano nelle nostre stesse condizioni, o peggio come l'Abruzzo? Peraltro il Lazio ha cinque policlinici universitari, tante strutture sanitarie private e un ruolo specifico che non può essere ignorato».
Come avete coperto i 5 miliardi che il governo non ha ancora trasferito al Lazio?
«Siamo stati costretti a fare un mutuo e un anticipo di tesoreria nonostante quei 5 miliardi fossero previsti dai finanziamenti ordinari. Io questo lo chiamo danno erariale, anche la Corte dei conti si è espressa chiaramente. Il governo ne risponderà, agiremo con tutti gli strumenti che la democrazia ci mette a disposizione. La situazione è paradossale: il centrodestra ha creato il buco di bilancio e noi dobbiamo coprirlo mentre il governo ci fa pure la lezione».
Come finirà? Il governo commissarierà il commissario Marrazzo?
«Mi auguro che alla fine prevarrà il senso delle istituzioni anche perché non ci sono le condizioni tecniche per una decisione del genere. Marrazzo ha ricevuto l'incarico di commissario a luglio, dopo quindici giorni era stato già messo in mora. Le sembra un atteggiamento serio? Ma ciò che mi fa davvero impressione è il silenzio del centrodestra locale: quando si toccano le istituzioni dovrebbe esserci una reazione corale, al di là dei partiti. Vale anche per Alemanno, mi aspettavo che facesse sentire la sua voce con il governo».
Il consigliere del Pdl Robilotta ha proposto di rimettere il ticket sui farmaci. È d'accordo?
«Non ce n'è bisogno. Reintrodurre il ticket significherebbe mettere le mani nelle tasche dei cittadini, non lo faremo. Anzi ricordo a Robilotta che il ticket è peggiore delle tasse perché è discriminante. Almeno le tasse sono progressive, distinguono tra il ricco e il povero».
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29/08/2008