Quarto e ultimo evento in calendario per l'estate 2008, mette in scena uno scontro culturale e l'intolleranza dei figli nei confronti delle leggi dei padri, come pure il conflitto fra amicizia e amore, la generosità e la bellezza contro il dovere, l'egoismo, il rigore e la competizione. Tutti temi, sempre attuali e molto cari a Shakespeare, che vengono collocati in una Venezia notturna ed efficiente. Lo squattrinato Bassanio trascina l'amico Antonio su una strada che potrebbe portarlo alla rovina, mentre Porzia aspetta invano qualcuno che la liberi dal voto paterno, risolvendo l'enigma necessario per ottenere la sua mano. La storia racconta come Bassanio possa risolvere il mistero e conquistare il cuore della colta e sofisticata ragazza che poi dovrà perdonare il tradimento compiuto dall'amato ai suoi danni pur di favorire l'amico Antonio. Un perdono facile, quello degli amanti, che da sempre così cercano di sopravvivere a offese e tradimenti.
«Ben diverso è l'esito della partita fra l'Ebreo e il Cristiano: a Venezia è la classe dei mercanti ad essere "principesca", il commercio è la zona di eccellenza e l'aristocrazia si occupa di tutelarla con leggi che difendano gli affari» spiega l'attrice e regista Loredana Scaramella. «La Repubblica per questo è tollerante con gli stranieri e offre ospitalità al mondo eterogeneo dell'epoca. Ma quando uno straniero tocca i privilegi di un mercante, rispettando la legge e portandola alle sue estreme e paradossali conseguenze, bisogna flettersi alla necessità di salvare il ceto produttivo.
E l'etica inflessibile dell'ebreo Shylock, che non conosce mediazione né perdono, punta il dito sulla parzialità della legge veneziana e fa apparire quasi strumentale il discorso della clemenza e del perdono che rende la cattolica Venezia più elastica nelle sue sentenze, certo, ma assai poco affidabile.
L'ebreo se ne va in silenzio e la sua uscita di scena segna la sconfitta della rigidità della legge antica rispetto alla moderna, proteiforme legalità. Shylock è un ebreo nel senso più antico del termine, ovvero "colui che vive di là dal fiume", quindi l'Altro in tutte le sue accezioni, l'Altro verso cui la legge fatica a essere giusta».
L'ambito ruolo di Shylock spetta al talento vulcanico di Carlo Ragone con Mauro Santopietro nei panni di Bassanio, mentre la regista ha preferito riservare a se stessa la parte di Porzia. Ivan Zerbinati è Graziano, Elisa Amore incarna Nerissa, Michele Baronio interpreta Salerio, Alessandro D'Acrissa si cala in Lorenzo, ad Alessandro Federico tocca Solanio, Paolo Giangrasso restituisce Baldassarre, Orlando Cinque dà vita ad Antonio, Gloria Gulino caratterizza Gessica, Fortunato Leccese si misura con Lancillotto e Roberto Mantovani si triplica fra Dubal, il Doge e il Gobbo. I movimenti scenici dei protagonisti sono disegnati da Alberto Bellandi con i costumi di Marco Calandra e le musiche di Stefano Fresi, eseguite dal vivo da Katia Onofri, Pierluigi Vagnoni e Simone Vallerotonda.
Vai alla homepage
29/08/2008