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Grazia Maria Coletti g.coletti@iltempo.it
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Grazia Maria Coletti
g.coletti@iltempo.it


La succursale di Lampedusa, come l'hanno ribattezzata i romani, è una bella palazzina in cortina di tre piani in via Domanico, angolo via Sanzotti, Borgata Finocchio, alla Borghesiana, VIII Municipio, che deve già fare i conti col Casilino 900, il campo nomadi più grande d'Europa, quello di via Salone e le roulotte degli sfollati di Campo Boario, da giugno davanti al campus di Tor Vergata.

Ma da lunedì, le borgate romane devono vedersela anche coi disperati delle carrette del mare che affollano il centro di prima accoglienza (cpa) siciliano. Il Viminale l'ha alleggerito trasferendo a Roma un centinaio di nordafricani che chiedono asilo politico, pare anche all'insaputa del sindaco Gianni Aleamanno. «Il Comune non ne sapeva assolutamente nulla. Ci accerteremo di come sono andate le cose» ha confermato ieri Alemanno. «Purtroppo questa operazione - ha spiegato ieri pomeriggio il Campidoglio - è stata condotta dal Ministero dell'Interno e dalla Prefettura senza una preventiva informazione al Comune e al Municipio interessato». Il sindaco ha chiamato il sottosegretario Mantovano che lo ha assicurato che non ci saranno ulteriori provvedimenti di questo genere e che anche la permanenza degli immigrati alla Borghesiana è solo temporanea (il tempo di regolarizzarli o dargli lo status di rifugiati politici) e dovrà esaurirsi in poche settimane. I romani non li vogliono. «Siamo arrabbiati - dicono - un palazzo nel mezzo della borgata non è la giusta sistemazione per oltre 100 immigrati. E non ci sono controlli». «Lunedì notte sono arrivati due pullman scortati dalla polizia e nei giorni precedenti erano stati puliti gli appartamenti e portate brandine e materassi». «Noi non siamo razzisti - racconta un altro - ma la sera queste persone ritornano perché viene portato loro cibo, acqua e anche vino e birra. Alcuni si sono ubriacati o picchiati, tanto che ieri sera (martedì, ndr) è arrivata un'ambulanza». «Non c'è alcun allarmismo, né alcun problema di sicurezza - ha sostenuto il presidente del Muncipio VIII Massimiliano Lorenzotti (Pdl).- è una strumentalizzazione della sinistra. È un'operazione di solidarietà compiuta dal Vicariato, di cui si è occupato il Viminale ed il prefetto è stato informato». Secondo Lorenzotti «si tratta di una palazzina in cortina, molto bella, presa in affitto da un privato dal Vicariato. Si stanno realizzando le mense, ci sono dei mediatori culturali e un rappresentante del Vicariato». «Ma perché realizzare mense se questi profughi dovranno restare solo poco tempo?» chiede il portavoce de La Destra in VIII Municipio Nicola Franco, che teme che lo stabile,si trasformi in un cpa.

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28/08/2008










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