Colpevoli, sosteneva l'ordinanza del sindaco di Firenze Leonardo Domenici, di svolgere un mestiere senza le necessarie autorizzazioni, di creare «intralcio alla circolazione, nocumento all'igiene delle strade ma soprattutto episodi di molestie e il pericolo di conflitto sociale». Una serie di colpe punibili, secondo il provvedimento del Comune fiorentino, con la reclusione fino a tre mesi.
Nessuna ordinanza al riguardo, invece, è stata presa finora dal Campidoglio. Ma la situazione potrebbe presto cambiare perché, con la fine dell'estate, ai semafori di moltissimi incroci della Capitale sta ricominciando l'assalto dei lavavetri agli automobilisti. E di vero assalto si tratta, visto che raramente gli automobilisti sono contenti del «servizio» offerto loro.
Il fenomeno è tornato a diffondersi rapidamente in tutta Roma, ma in questo periodo le arterie più «colpite» sono viale Marconi, via Portuense e la circonvallazione Gianicolense. Il ritorno del traffico autunnale su queste strade, per i lavavetri, vuol dire soprattutto raddoppio della potenziale clientela e dei «tempi di azione».
Tutti i lavavetri - in prevalenza romeni, ma anche rom e bengalesi - sanno che, se vogliono raggranellare un po' di soldi, devono forzare la mano il più possibile: mai arrendersi al primo no, meglio far finta di non capire cosa intende l'automobilista quando si sbraccia e scuote la testa. I più furbi si accostano alle vetture dal lato posteriore e, quando il guidatore si accorge di ciò che sta accadendo, il vetro è già tutto insaponato.
Ovviamente, non tutti la prendono con filosofia, aprendo a malincuore il borsellino degli spiccioli. Alcuni si rifiutano di pagare e la situazione, nei casi peggiori, può anche degenerare. Fu uno dei motivi che spinse il sindaco di Firenze a varare la discussa ordinanza: «Non tutti i lavavetri sono simpatici e cortesi - disse Domenici - molti sono aggressivi, soprattutto con le donne sole. E poi si muovono spesso in coppia. C'è stata la denuncia di una persona anziana: due lavavetri le si erano seduti sul cofano. E di una donna: mentre uno la distraeva, l'altro le rubava il cellulare».
In un momento in cui, anche a causa degli ultimi fatti di cronaca, i rapporti tra stranieri e italiani nella Capitale non sono proprio distesissimi, la «prepotenza» dei lavavetri potrebbe provocare anche a Roma degli episodi spiacevoli.
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27/08/2008