«È giusto portare la discussione nelle sedi proprie dei consigli regionali perché il federalismo fiscale rappresenta la vita stessa delle Regioni - continua - Il federalismo fiscale rappresenta il completamento del titolo V senza il quale le Regioni a fronte dei tanti poteri ricevuti non hanno le gambe per poter gestire le proprie competenze. Il federalismo fiscale sarà una grande rivoluzione non solo perché avvicinerà sempre di più le istituzioni locali ai cittadini ma soprattutto perché renderà responsabili gli amministratori locali. Infatti le Regioni e gli enti locali non dipenderanno più dai trasferimenti statali delle risorse economiche che servono per la gestione dei servizi, cosa che provoca una incertezza non solo sulla quantità ma soprattutto sui tempi della cassa, ma avranno risorse certe e dirette. Finisce poi lo Stato pantalone che ripiana i debiti fatti da altri, e dunque gli amministratori locali si assumeranno le loro responsabilità nella gestione dei fondi pubblici e i cittadini sapranno chi sono i responsabili della buona o cattiva amministrazione. Per questo non capisco il presidente della Regione Lazio che si è pronunciato contro la bozza Calderoli quando proprio la nostra Regione pone da tempo la questione dell'allineamento tra cassa e competenze».
Pronta la replica di Enzo Foschi (Pd): «Bene discutere del federalismo fiscale per vagliare e confrontarsi sulla bontà delle proposte. Robilotta, come consigliere o gruppo politico, ha facoltà di invitare chiunque e in qualsiasi momento nel suo ufficio ma, nonostante negli ultimi tempi si sia comportato come il plenipotenziario del governo Berlusconi, non mi risulta sia ancora presidente della Regione».
Vai alla homepage
26/08/2008