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Sequestrate auto e casa dell'architetto Alberto Falchetti ucciso con un colpo alla testa

Omicidio all'Aurelio, trovato
adesivo sul polso della vittima

Fabio Di Chio
f.dichio@iltempo.it
Segni di strangolamento, di nastro adesivo da imballaggio su un polso, la casa a soqquadro e impronte che potrebbero portare alle tracce dell'assassino. Si avvicina alla soluzione l'omicidio dell'art director della rivista Grand Hotel, Alberto Falchetti, 59 anni, l'altro ieri pomeriggio trovato dalla sua governante vestito, riverso a terra in una pozza di sangue nel soggiorno dell'appartamento al terzo piano di via Agostino Valiero 12, all'Aurelio.

Secondo il medico legale, le ferite risalirebbero massimo a dodici ore prima del ritrovamento del cadavere.
L'abitazione e la vettura della vittima sono state messe sotto sequestro, e anche ieri la polizia Scientifica ha lavorato all'interno della casa alla ricerca di elementi che possano condurre all'assassino. Il mobilio, i bicchieri e altro potrebbero essere stati toccati da mani estranee alla cerchia di amici dell'architetto-art director. Gli inquirenti della Squadra Mobile, diretta dal vicecapo Giovanna Petrocca, stanno infatti ascoltando colleghi e conoscenti della vittima, analizzando i tabulati telefonici.
Col passare delle ore la scena del crimine si è fatta più chiara, e le tracce ritrovate lasciano immaginare che cosa sia successo quella sera nella casa di via Valiero. Alle porta non c'erano segni di effrazione: Alberto Falchetti molto probabilmente ha fatto entrare l'assassino o addirittura assieme a lui ha varcato la soglia di casa. Una volta dentro l'omicida ha attuato il suo piano colpendo a morte l'architetto alla testa con un oggetto contendente, ma non avrebbe inferito sulla vittima colpendola ripetutamente. Quindi nessun raptus, l'omicidio sarebbe stato calcolato freddamente. Morte il padrone di casa, il disordine trovato in casa fa supporre che l'assassino abbia frugato alla ricerca di oggetti preziosi e dejaro. Alberto Falchetti non aveva problemi economici: non solo era uno dei fondatori della società «The Best», produttrice di fotoromanzi, ma era anche proprietario di altri appartamenti nell'alegante palazzina alle spalle di via Gregorio VII. I suoi vicini non lo vedevano da giorni. Il portiere dello stabile dice di averlo incontrato venerdì scorso per l'ultima volta. Poi più niente. neanche un rumore il giorno dell'omicidio.

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20/08/2008










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