Nel frattempo, si scatenano fenomeni emulativi e alcuni mini-sindaci lanciano le loro proposte in merito.
Il rovistaggio all'interno dei cassonetti è una forma di accattonaggio che viene tollerato dalla maggioranza dei romani. I rovista-cassonetti, infatti, non infastidiscono le persone con la loro insistenza, al contrario dei loro colleghi lavavetri, giudicati «accattoni molesti». Fanno il loro lavoro, senza disturbare nessuno. Sono soprattutto nomadi, di etnia rom. Si notano, passeggiando per la città in queste calde giornate estive. Camminano in tutta fretta, a testa basta, e talvolta accennano anche un sorriso ai passanti.
In genere girano per le stesse strade. Si muovono con il loro kit di lavoro (carrelli per la spesa e rampini di ferro in dotazione ai più attrezzati), ma c'è anche chi si accontenta di una busta di plastica e una gruccia appendiabiti.
I più fortunati possiedono anche una bicicletta, alla quale legano il carrello a mò di rimorchio. Per la maggior parte di essi, mettere le mani e frugare nei sacchetti dell'immondizia è una questione di pura sopravvivenza. Rovistando, cercano anche di non sporcare troppo.
A volte girano a coppia e si spartiscono i compiti. C'è chi spinge il pedale dei cassonetti verdi, e con un rampino di ferro rovista all'interno. Sceglie rapidamente ciò che vuole portare via e lo passa al compagno, che lo imbusta e lo colloca dentro al carrello. C'è anche chi lavora da solo. Se l'oggetto trovato è fragile, viene collocato e legato ben saldo sul portapacchi.
Ci sono alcuni nomadi, invece, che mentre frugano nell'immondizia gettano tutto a terra, lasciando sporcizia e degrado. E facendo infuriare letteralmente chi abita nelle vicinanze.
Ma, da quanto segnalano alcuni movimenti a difesa dei cittadini, sembrano fenomeni abbastanza isolati. Negli ultimi tempi, questo tipo di «lavoro» viene imitato anche da persone anziane in ristrettezze economiche, intente a rovistare nell'immondizia, nella speranza di trovare qualcosa. Una sorta di «tesoretto», da riutilizzare, o da rivendere ai rigattieri e ai mercatini dell'usato. Tanto per garantirsi la sopravvivenza.
Una mini-sindaco ha preso a cuore la questione, proponendo una soluzione. È Antonella De Giusti, presidente del XVII municipio. Ha annunciato che nel mercato di via Andrea Doria sarà allestito in collaborazione con il Banco Alimentare un banco della solidarietà, dove agli indigenti saranno distribuiti gratis generi alimentari.
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18/08/2008