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Tra i residenti rabbia e disperazione

«Solo lacrime per il nostro amato bosco»

«Stamattina ho raccontato ai miei figli quanto ci vuole poco per distruggere un bene così importante come la Pineta e di come invece occorre tanto tempo e lavoro per ricostruirla».
Giorgio, in bici con i suoi tre bambini, ieri mattina ha fatto di un incendio terribile una lezione di vita.

Costeggiano la Cristoforo Colombo all'altezza di viale del Circuito dove ancora il fumo rende irrespirabile l'aria e l'immagine della potenza distruttiva dell'uomo è quanto mai evidente.
In una pineta dolorante e spettrale con i suoi alberi secchi e fumanti, i residenti e i turisti ospiti del campeggio vicino passeggiano e vanno in bici come nulla fosse. Vogliono esserci come ogni domenica, qualcuno si infuria, in molti sono desolati, tristi e afflitti. «Sono disperato - dice Pietro Perocci - a distanza di otto anni da quel terribile incendio non credevo potesse ripetersi una cosa simile. Accidenti, ma la Pineta è un bene di tutti, chi può aver fatto una cosa simile?». «Abito qui vicino - sussurra Claudio in sella alla sua bici, sulla Colombo - È uno scempio».
L'odore acre del fumo non frena i tanti curiosi, residenti da una vita e legati quasi come un vincolo di parentela alla pineta da sempre lì, imponente e adorata. «Abito qui da 40 anni, vengo sempre a correre, sono demoralizzato - spiega Renzo Zoppi - Ho parlato con la Forestale un attimo fa, "ma non avete le lacrime agli occhi?", gli ho chiesto. Non so come si riesca a rimanere impassibili davanti a una disgrazia simile».
«È una cosa micidiale - gli fa eco Daniela, in bici con un'amica - Strano poi che a bruciare sia sempre la stessa parte, quella della ricostruzione. Forse dovrebbero stabilire con fermezza una volta per tutte che anche se rasa al suolo dalle fiamme quest'area è sempre vincolata così che perdano ogni motivazione a compiere atti del genere». Giulia, avvocato residente a Ostia, usa anche toni più duri. «La Pineta - aggiunge - è il polmone di Roma e tra dieci anni se continuano a dargli fuoco per interessi meschini non ci sarà più. Ho i brividi, davvero, mi viene da piangere».

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28/07/2008










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