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Truffe ai danni della sanità

Chiuse le indagini Verzaschi e Lady Asl rischiano il processo

L'ex assessore regionale alla sanità, nonché ex sottosegretario alla Difesa dell'ultimo governo Prodi Marco Verzaschi, rischia di finire sotto processo a Roma assieme ad Anna Iannuzzi, nota come «Lady Asl», al marito e ad altre persone a conclusione di uno dei tanti filoni di inchiesta che la procura sta conducendo da tempo su un truffa ai danni del servizio sanitario del Lazio.


Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Giovanni Bombardieri, che hanno depositato gli atti mettendoli a disposizione delle difese, hanno contestato a Verzaschi il reato di corruzione in relazione a somme di denaro che la Iannuzzi gli avrebbe consegnato per l'accreditamento di 182 letti del Centro Romano San Michele per l'attività di riabilitazione. Per questo interessamento, la donna e il marito Andrea Cappelli avrebbero consegnato a Marco Buttarelli (ex presidente dell'Istituto Ipab di San Michele nonché ex capo di Gabinetto della presidenza della giunta regionale guidata da Francesco Storace) circa 300 mila euro, mentre duecentomila sarebbero andati all'ex assessore.
Verzaschi è poi accusato di un caso di concussione per la somma di 200 mila euro che l'imprenditore Renato Mongillo, titolare della Security Service (la cui posizione fa parte di un altro procedimento), gli avrebbe versato nella primavera del 2004 per accelerare la procedura di aggiudicazione di un appalto per la messa in sicurezza dell'ospedale San Giovanni, benché la stessa si fosse conclusa a favore della società.
Tra le altre posizioni per le quali la procura ha chiuso in questi giorni l'indagine, contestando a vario titolo i reati di corruzione, falso, truffa e peculato, figurano anche Mario Celotto (ex direttore amministrativo prima dell'Asl RmB e poi della Rmc), Francesco Dell'Orso (ex funzionario dell'Asl RmA), Riccardo Federici (responsabile della U.O.Affari giuridici e legali della asl RmB).

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23/07/2008










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