A Jenne, sede del Parco più grande del Lazio, quello dei Monti Simbruini, è stata premiata l'idea di cercare di mantenere la scuola dell'obbligo puntando sulla sua trasformazione in un centro d'eccellenza per l'educazione ambientale.
Anche gli altri tre borghi scommettono su una riconversione, quella di parte del proprio patrimonio abitativo progressivamente svuotato dallo spopolamento in nuove opportunità ricettive. Infatti, secondo una ricerca di Confcommercio e Legambiente l'area rischierebbe di rimanere priva di abitanti, considerando l'alto tasso d'invecchiamento.
Per colmare la carenza di un comprensorio che ha una densità media di posti letto pari a un sesto di quella presente nel resto del territorio laziale (una media di 2,3 per chilometro quadrato contro i 13,7 di quella regionale), a partire dal borgo più piccolo del Lazio, Saracinesco (169 abitanti), si sta lavorando per «l'inserimento lavorativo dei giovani del posto, al fine di diminuire la dipendenza economica e la forte migrazione verso la capitale».
Stesso obiettivo per Cervara di Roma e Affile, che puntano a una rete ricettiva da «albergo diffuso».
Per l'assessore regionale agli Enti locali, Daniele Fichera, è «una modalità innovativa: non vengono concessi finanziamenti per piccoli progetti, ma si offre alle amministrazioni locali, attraverso il contributo della società Sviluppo Lazio, il supporto alla ricerca di finanziamenti per grandi progetti. Invece di regalare il pesce, vogliamo provare a insegnare a pescare».
E in questa impresa saranno «assistiti e accompagnati da una originale ed esclusiva cabina di regia», garantisce il presidente della società, Elia Valori.
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22/07/2008