Il segno della pistola premuta tanto forte ce l'ha ancora stampato sulla tempia, come un tatuaggio. È un'altra versione dei fatti quella fornita, a distanza di due settimane dal ferimento, dall'avvocato di Daniele e dai testimoni già ascoltati da quest'ultimo. «Lo volevano giustiziare - ha spiegato il penalista Francesco Codini - Non ci sono riusciti solo grazie alla spinta che un amico ha dato a Daniele in tempo per deviare il colpo e farlo finire a terra. A carico del 17enne di Tor Bella Monaca e della sua fidanzata Natasha partiranno a breve le dovute denunce: lui perché avrebbe premuto il grilletto contro il mio assistito anche una seconda volta colpendolo a una coscia, lei perché lo incitava a sparare».
Questa ricostruzione della vicenda, fatta grazie soprattutto alla testimonianza dei tanti presenti quel sabato sera, Daniele ai carabinieri non ha ancora avuto modo di raccontarla.
Attualmente, dopo una settimana di ricovero all'ospedale Grassi, si trova all'Icot di Latina dove tra una decina di giorni sarà operato alla gamba per estrarre il proiettile, il secondo e ultimo sparatogli mentre fuggiva.
Al centro di questa versione, indicato dai testimoni come l'esecutore materiale di un agguato in pieno stile, c'è ancora una volta quel 17enne di Tor Bella Monaca, già segnalato ai carabinieri dalla madre come il responsabile del ferimento e denunciato dai ,militari della compagnia Casilina per detenzione e ricettazione di arma da fuoco.
Con lui ci sarebbe stata anche la fidanzata, Natasha, la 22enne già arrestata e che avrebbe più volte incitato il minorenne a sparare contro Daniele. «Il motivo di tanta violenza - continua l'avvocato Codini - sarebbe stata l'intrusione non gradita del mio assistito intervenuto in difesa di un 14enne, amico di famiglia. Il ragazzino, incontrato il 28enne di Ardea intorno alle 4, gli avrebbe infatti riferito di esser stato picchiato da un gruppo di ragazzi del quale, oltre ai due fidanzatini di Tor Bella Monaca, farebbe parte anche un terzo di cui si sa solo che è tatuato». La richiesta di spiegazioni da parte di Daniele e dei suoi amici avrebbe però scatenato l'ira degli altri. Mentre il 14enne veniva trasportato in ospedale, davanti all'«Oasi» intanto esplodevano due colpi: il primo, schivato fortunatamente da una spinta di un amico, e l'ultimo che ha centrato Daniele a una coscia mentre tentava di scappare.
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15/07/2008