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Fabio Di Chio f.dichio@iltempo.it Prima hanno chiesto i ...

Fabio Di Chio
f.dichio@iltempo.it
Prima hanno chiesto i soldi sotto forma di prestito, poi li hanno pretesi con minacce e percosse. Mercoledì le propotenze sono finite: i due sono stati arrestati e rinchiusi nel carcere di Velletri per estorsione dalla Squadra Mobile di Roma diretta da Vittorio Rizzi, davanti a un fast food di Pomezia, mentre intascavano 6.

500 euro. Si tratta di Lino Notari, 57 anni, nato all'Aquila, e Tommaso De Santis, di 49, originario di Frosinone. Il primo è noto alle forze dell'ordine per rapina, sequestro di persona a scopo di rapina, furto, evasione, porto d'armi abusivo e droga. Il secondo ha precedenti analoghi: per furto, rapina, evasione, porta d'armi abusivo, lesioni personali e droga. Gli uomini della sezione antirapina, diretta da Andrea Di Giannantonio, hanno denunciato anche un terzo, R.D.A., del '73, anche lui negli schedari delle forze dell'ordine: il 9 ha accompagnato i due all'appuntamento sul litorale romano.
I fatti cominciano circa un mese fa. All'agenzia d'intermediazione del credito, a San Giovanni, si presenta Lino Notari. Chiede 30 mila euro per l'acquisto di un escavatore. Parte l'istruttoria, ma il titolare dell'agenzia, di 42 anni, l'archivia per mancanza dei requisiti. Il secondo, invece, Tommaso De Santis, arriva all'agenzia portato da una collaboratrice del titolare, la cui posizione ora è al vaglio della Squadra Mobile. De Santis di euro ne chiede 100 mila. Anche per lui, però, l'istruttoria non decolla. A questo punto a partire sono le minacce dei due. Assillano l'agente del credito, lo minacciano al telefono, se la prendono anche coi suoi familiari, arrivano a picchiarlo. Il titolare cede, dà loro circa tremila euro. Ma non bastano. I due alzano la posta. La vittima è esausta e preoccupata. Si rivolge in Questura. I due lo persegutano anche mentre lui sta parlando coi poliziotti: «Non mi interessa - dice uno - ho fatto 20 anni di carcere. Tu non camminerai più».
Alle 15 del 9 scatta la trappola. L'agente ha concordato il posto. Lì ci sono gli agenti e le telecamere a riprendere tutto. L'intermediatore ha con sé 6.500 euro (in banconote fotocopiate). Fatta la consegna scatta la trappola.

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13/07/2008










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