Il convegno sul Sessantesimo anniversario della Costituzione italiana che si è svolto ieri in Aula Giulio Cesare ha offerto infatti un momento di alto confronto e di costruttivo dibattito in una fase in cui la riforma della carta costituzionale è considerata ormai improcastinabile. A ricordare i valori e gli elementi fondanti del nostro Paese e della nostra cultura, il sindaco Alemanno, il vice sindaco, Mauro Cutrufo, il segretario di Stato di Sua Santità, cardinale Tarcisio Bertone, l'onerevole Massimo D'Alema. «La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé - sostiene Cutrufo aprendo i lavori - per muoversi ha invece bisogno di impegno, spirito, volontà e la responsabilità». Al centro dell'intervento del sindaco un forte richiamo ai valori cattolici e ricorda come «il rapporto speciale della Chiesa cattolica con il nostro paese sia sottolineato dalla Costituzione stessa che richiama ai Patti lateranensi». Ma è sulla riforma costituzionale che insiste il sindaco, «sul riconoscimento pieno non solo del ruolo di Capitale - ribatte Alemanno - ma dell'unicità della nostra città che si pone come città universale». Da qui un appello forte a varare una riforma federale, accolto da D'Alema secondo il quale «il dialogo richiede il reciproco riconoscimento di valori. I valori del mondo cattolico, che è sbagliato vedere come minaccia integralista, come è sbagliato che il mondo cattolico veda se stesso come unico serbatoio di valori». Replica il cardinale Bertone nel suo lungo intervento. «La Costituzione italiana è laica ma non laicista, non esprime cioè un pregiudizio nei confronti del fatto religioso e cristiano. Impedire alle Chiese di esprimere la loro posizione su qualsiasi argomento è atto non di laicità - ha puntualizzato Bertone - ma di ostracismo verso un sistema di valori soltanto perché questo non si muove nel quadro della cultura dominante».
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11/07/2008