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L'allarme sul crescente numero di acquisti di droga attraverso Internet arriva dalla Polizia Postale.
Molti infatti i casi di sostanza stupefacente scoperti dagli uomini del servizio postale e delle telecomunicazioni della Polizia di Stato, diretti da Domenico Vulpiani.Spesso si tratta di pacchi ben sigillati conteneti semi di marijuana o hashish, droga comprata su siti web, spesso olandesi.
Il responsabile della Postale ha infatti spiegato che è possibile ordinare in Paesi esteri, soprattutto in Olanda, pacchi contenenti droga. «Là è legale venderla e spedirla - ha sottolineato Vulpiani - ovviamente nel nostro Paese è un reato. Facciamo controlli a campione, ma non possiamo certo aprire tutti i pacchi che arrivano sul nostro territorio, però il consiglio ai genitori è quello di controllare i loro figli, e non credere sempre che dentro ai quei pacchi ci siano cd o libri».
Dai Paesi dove vendere la droga è legale i giovani acquistano nella maggior parte dei casi semi di marijuana e di «fumo». Per quanto riguarda invece l'«erba», l'intenzione dei ragazzi è quella di coltivarla in casa, correndo così un rischio decisamente minore nel caso in cui il pacco dovesse essere intercettato dalle forze dell'ordine. Ma una volta ricevuto a domicilio, il giovane o li semina in vasi sul terrazzo o in giardino o addirittura crea delle vere e proprie serre in camere o in armadi, con tanto di sistemi di umidificazione e innaffiamento automatico.
Il numero uno della Polizia Postale, durante il convegno «Bimbi nella rete-il turismo contro la pedofilia on line», organizzato al palazzo delle Esposizioni, ha anche parlato dei risultati raggiunti nel combattere il fenomeno della pedofilia su Internet. Sono 205 le persone arrestate e 4.007 quelle denunciate dalla Polizia postale, in sette anni, nell'ambito della lotta alla pedopornografia on line. I dati sono aggiornati al giugno 2008.
Vulpiani ha sottolineato i «risultati notevoli» raggiunti dalla Polizia postale, che nello stesso periodo ha effettuato 3.949 perquisizioni, monitorato 273.334 siti, segnalato all'estero 10.970 siti pedofili. Sono stati 177 i siti pedofili che sono stati chiusi in Italia dalla Polizia, che ha fornito ai provider una «black list» di siti che, ad oggi, contiene 163 indirizzi.
Il direttore Vulpiani ha confermato che il rischio maggiore, per i bambini, proviene dai siti web, dalle chat e dai cellulari. Ha quindi sottolineato come «il pericolo, per i ragazzi, non è solo in Thailandia o in Brasile, ma a Roma, a Napoli, a Palermo. I pedofili non sono lontano da noi». Ed è un fenomeno, ha precisato, tutto maschile: il 99% dei pedofili in rete è un uomo.
Augusto parboni
11/07/2008