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Incidente sulla Nomentana

Il pirata della strada vuole essere giudicato con il rito abbreviato

Giudicare con il rito abbreviato Stefano Lucidi, il 35enne che il 22 maggio scorso ha investito e ucciso Flaminia Giordani e Alessio Giuliani dopo averli investiti sulla via Nomentana. A chiederlo è il difensore del giovane, l'avvocato Basilio Fiore, subordinando tale istanza all'escussione del consulente tecnico di parte.

La richiesta del penalista giunge dopo che il pm Carlo Lasperanza ha chiesto è ottenuto il giudizio immediato per Lucidi per le accuse di duplice omicidio volontario per dolo eventuale e omissione di soccorso. Il tutto con l'aggravante della guida senza patente e del passaggio a un semaforo rosso ad alta velocità. L'udienza è già stata fissata per il 23 ottobre davanti alla III Corte d'Assise, presieduta da Angelo Gargani. In particolare l'avvocato Fiore nell'istanza depositata al gip Roberta Palmisano (lo stesso giudice che ha dato il via libera al giudizio immediato e che ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell'investitore per l'accusa di omicidio colposo) chiede che sia sentito il perito industriale Gianluca Penta, il quale «potrà esporre al giudice il proprio parere in ordine alla dinamica dell'incidente oggetto del presente procedimento - si legge nell'istanza - e alle cause dello stesso, presentando, nell'occasione, un elaborato sul punto». L'avvocato di Lucidi ha poi chiesto che il consulente sia autorizzato «a esaminare, presso il custode giudiziario, i mezzi e parti di essi coinvolti nel sinistro». Secondo il penalista tale richiesta di integrazione probatoria «possa essere considerata necessaria ai fini della decisione in considerazione della delicatezza della problematica e della unicità del tema probatorio, nonché sicuramente compatibile con le finalità di economia processuale proprie del procedimento, così come richiesto dalla norma».

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11/07/2008










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