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Circa duecento siti e migliaia di persone, tra nomadi e senza fissa dimora, italiani e stranieri, dai bulgari agli iracheni.
Sono le cifre dell'ultima fotografia scattata dalla Polizia municipale, dal Nucleo assistenza emarginati (Nae). A Roma c'è una umanità sparsa ai margini della città e nei suoi interstizi. È una moltitudine rintanata nelle cabine dell'Acea, in sottopassi, sottovie, canneti, e non solo campi rom, regolari e irregolari. Il sindaco Gianni Alemanno e il prefetto Carlo Mosca hanno parlato di una settantina di insediamenti in tutto, di cui circa cinquanta non autorizzati e i restanti sì. Probabilmente nel conto sono finiti anche i gruppi di poche persone che occupano qualche metro quadrato con stracci e cartoni, di origine albanese o di altro paese dell'Est, e non solo slavi e romeni.
Luoghi e persone vengono regolarmente segnati e identificati dal personale del Nucleo, entità operativa inserita all'interno del Gruppo di sicurezza sociale urbana diretto da Antonio Di Maggio, che è anche comandante dell'VIII Gruppo della Municipale.
E allora, la conta dei nomadi? La Croce Rossa? Le foto, le impronte, le discussioni sulla discriminazione? Il censimento dei rom è già fatto. La Municipale lo ripete quasi ogni giorno. Lo ha ricordato nei giorni scorsi anche il presidente nazionale dell'Opera nomadi, Massimo Converso. «Il censimento dei nomadi rientra tra le normali attività della Municipale». Aggiorna le schede con numero di residenti negli insediamenti, nomi, cognomi, etnia, strutture montate e addirittura grado di pericolosità della comunità. Con i seguenti criteri. Se le persone nei campi hanno commesso reati o non sono in possesso di documenti di identità, vengono portate all'Ufficio immigrazione e sottoposte alle procedure di identificazione, comprese quelle dattiloscopiche (le impronte digitali). Ad analoghi accertamenti sono sottoposti i minori dai 14 anni in su, dei quali nulla si sa: vengono fotografati.
L'operazione censimento voluta dal governo nazionale va avanti. Ieri in serata si è conclusa in Prefettura la riunione del Commissariato per l'emergenza campi nomadi, presieduta da Carlo Mosca e alla quale hanno preso parte esponenti della Croce Rossa, consulenti (sociologi, docenti di statistica e di Mediazione dei conflitti) e i funzionari rappresentanti degli enti locali coinvolti nell'operazione: Comune, Provincia e Regione. Lunedì il probabile giorno di inizio censimento. È stata valutata la griglia di domande che personale della Cri rivolgerà alle persone, a quelle che liberamente accettaranno di farsi censire. Riguardano le vaccinazioni alle quali si sono sottoposti e le malattie contratte, a parte i dati anagrafici. A ciascun intervistato sarà rilasciata una tessera sanitaria sulla quale verrà applicata la propria foto. Chi non vorrà essere identificato e non è in possesso di documenti di identità sarà preso in carico dalle forze dell'ordine e portato in ufficio per gli accertamenti. Ai minori non sarà presa alcun impronta digitale. Per gli "ignoti" dai 14 anni in su basta la segnalazione fotografica. Formulario delle domande sanitarie e di identificazione saranno sottoposte questa mattina al vaglio del Garante della Privacy.
Fabio Di Chio
10/07/2008