POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

L'agguato ora diventa omicidio

Morto il gambizzato nel garage in seguito a colpi di arma da fuoco

È morto nel primo pomeriggio al policlinico Casilino Emiliano Zuini, il 38enne ferito l'altra sera da due colpi di pistola mentre si trovava nell'autorimessa (...)

Cinecittà. Intorno alle 19,30, il killer è arrivato in sella a uno scooter T-Max di colore grigio scuro con a bordo un complice, tutti e due col volto coperto dai caschi.È entrato nel garage, ha chiamato per nome il trentottenne, figlio del garagista, e quando si è voltato gli ha sparato due volte e si è dato alla fuga col complice che lo attendeva sulla moto accesa.
Un colpo ha raggiunto l'uomo ai genitali e l'altro all'arteria femorale. Nonostante l'ambulanza del 118 sia giunta poco dopo l'agguato insieme con gli agenti del commissariato Tuscolano, e il sanitario sia stato bravo a tamponare la copiosa emorragia mantenendo il ferito ancora in vita, subito trasportato a Villa Irma in codice rosso, le sue condizioni col tempo non sono migliorate.
Dopo la morte di Zuini, ora la Squadra mobile diretta da Vittorio Rizzi indaga per omicidio. Gli accertamenti sono rivolti in tutte le direzioni. La dinamica dei fatti lascia supporre che l'agguato sia maturato in ambienti criminali, deciso da chi probabilmente voleva far pagare alle vittima chissà quale sgarro. Il sospetto, però, è che i due che hanno agito non volessero uccidere Emilio Zuini ma soltanto "recapitargli" un messaggio di avvertimento. Le cose sono andate diversamente. Chi ha sparato non ha colpito con precisione ferendo invece la persona in zone vitali.
Gli investigatori stanno passando al setaccio il passato di Emilio Zuini. Negli anni addietro pare sia stato coinvolto in storie di droga.
L'ultimo gambizzato a Roma è del maggio scorso, a Fidene-Serpentara. Durante un festino a base di droga e birra, l'amico perde la testa e spara al compare che si trascina in strada e racconta poi alla polizia di essere stato ferito da uno sconosciuto con quattro colpi alle gambe. Non convince né gli agenti del commissariato né della Squadra Mobile. Un mese dopo il caso èp risolto: il vero sparatore si è costituito al cercere di Regina Coeli.

Vai alla homepage

Francesca Mariani

09/07/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro