«Chiediamo all'amministrazione comunale di prendere subito un provvedimento per evitare danni alle imprese - dice Lorenzo Tagliavanti, direttore della Cna di Roma - allo stesso tempo riteniamo che il problema si possa risolvere in gran parte affrontando una volta per tutte la questione degli spazi insediativi per le imprese di cui la città necessita. In questo senso crediamo che esistano importanti possibilità, soprattutto in periferia, con il nuovo Piano Regolatore Generale».
Molte delle imprese considerate abusive sono infatti quelle sorte in locali non in regola, che hanno quindi violato normative di tipo urbanistico, ma anche igienico-sanitario, ambientale. In tutto si tratterebbe di circa tremila imprese dislocate in gran parte fuori dal Gra.
«La situazione è abbastanza grave - ribatte Valter Giammaria, segretario generale della Confesercenti provinciale - non possiamo far chiudere oggi queste aziende ma semmai aiutarle a mettersi in regola».
È necessario, infatti, secondo Giammaria, distinguere tra abusivismo vero e proprio e quello indotto da particolari situazioni che non dipendono dalle stesse aziende. In poche parole «se ad un'azienda non arriva l'acqua e poi gli si dice che non è in regola con lo scarico fognario o se non gli si danno gli spazi insediativi per avviare un'attività e poi si considera abusiva perché è costretta a mettersi in un sottoscala, è chiaro che c'è qualche falla nel sistema amministrativo che deve essere affrontata in via definitiva».
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09/07/2008