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Le associazioni di categoria lanciano un appello all'assessore al Commercio

«Aiutiamo le imprese abusive a mettersi subito in regola»

Damiana Verucci
Subito una soluzione al problema delle imprese abusive a Roma che rischiano la chiusura in mancanza di un'ordinanza del Comune che proroghi i tempi per mettersi in regola. Le associazioni di categoria lanciano un appello all'assessore capitolino al commercio Davide Bordoni, dopo aver appreso che non è stata rinnovata l'ordinanza con cui da circa otto anni il Comune prorogava i termini di chiusura delle attività artigianali non in regola «per evitare gravi pregiudizi di ordine economico e occupazionale e le possibile conseguenze di carattere sociale e di ordine pubblico».


«Chiediamo all'amministrazione comunale di prendere subito un provvedimento per evitare danni alle imprese - dice Lorenzo Tagliavanti, direttore della Cna di Roma - allo stesso tempo riteniamo che il problema si possa risolvere in gran parte affrontando una volta per tutte la questione degli spazi insediativi per le imprese di cui la città necessita. In questo senso crediamo che esistano importanti possibilità, soprattutto in periferia, con il nuovo Piano Regolatore Generale».
Molte delle imprese considerate abusive sono infatti quelle sorte in locali non in regola, che hanno quindi violato normative di tipo urbanistico, ma anche igienico-sanitario, ambientale. In tutto si tratterebbe di circa tremila imprese dislocate in gran parte fuori dal Gra.
«La situazione è abbastanza grave - ribatte Valter Giammaria, segretario generale della Confesercenti provinciale - non possiamo far chiudere oggi queste aziende ma semmai aiutarle a mettersi in regola».
È necessario, infatti, secondo Giammaria, distinguere tra abusivismo vero e proprio e quello indotto da particolari situazioni che non dipendono dalle stesse aziende. In poche parole «se ad un'azienda non arriva l'acqua e poi gli si dice che non è in regola con lo scarico fognario o se non gli si danno gli spazi insediativi per avviare un'attività e poi si considera abusiva perché è costretta a mettersi in un sottoscala, è chiaro che c'è qualche falla nel sistema amministrativo che deve essere affrontata in via definitiva».

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09/07/2008










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