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Maxi Appalto sulle strade

Sì alla revoca della concessione

Ipotesi di revoca dell'appalto di 600 milioni di euro per nove anni per la gestione, manutenzione e sorveglianza della rete viaria capitolina(...)

Il sindaco Alemanno lo aveva già annunciato durante l'assemblea annuale dell'Acer Acer (Associazione Costruttori Edili Di Roma E Provincia), mentre il capogruppo in Campidoglio del Pdl, Dario Rossin aveva già richiesto un parere all'avvocatura del Comune sull'opportunità di poter revocare il maxiappalto sulla viabilità capitolina e chiesto al presidente della commissione Lavori pubblici, Giovanni Quarzo, di mettere all'ordine dei lavori di mercoledì la vicenda del maxiappalto, con tanto di audizioni delle parti in causa.Un appalto, del valore di 600 milioni di euro per nove anni, che prevede la gestione, manutenzione e sorveglianza della rete viaria capitolina. Un «appaltone» ancora oggetto di ricorsi e che soltanto dopo un complesso iter giudiziario è stato affidato alla Romeo spa.
«Il centrodestra ha da sempre denunciato non solo la evanescente politica in tema di viabilità del centrosinistra ma anche la soluzione proposta da Veltroni - incalza Rossin - di risolvere il problema con la logica dell'appaltone». E sulla logica dell'appaltone inziano ora ad emergere aspetti inquietanti. «Il 6 dicembre 2006 l'amministrazione Veltroni dava in semplice consegna le strade in questione - rivela Rossin - dando esecuzione al contratto limitatamente alla manutenzione ordinaria, sorveglianza e pronto intervento per motivi di pubblica incolumità, senza però dar seguito alla firma della convenzione. Nonostante questo, il concessionario Romeo spa ha ottemperato quanto stabilito nei capitolati, con gravi difficoltà e inadempienze. A riprova della "mala gestio" della manutenzione delle strade cittadine - continua il capogruppo del Pdl - alla Romeo spa sono state addebitate penalità per il valore di un milione di euro, così come emerso dal rendiconto trimestrale a maggio 2008 effettuato dall'organismo di monitoraggio». Un milione di euro di penali e, come se non bastasse, una figura inserita nell'appaltone che potrebbe rappresentare proprio la chiave di volta nella rescissione del contratto. È stata infatti creata la cosidetta «centrale di governo, una duplicazione di attività proprie e tipiche degli uffici comunali preposti - spiega Rossin - alla quale sono però destinati cento dei seicento milioni del maxi appalto.
Il parere dell'avvocatura indica le motivazioni per le quali sarebbe possibile revocare l'appaltone. Tra queste: «La verifica all'esito di un tormentato iter giudiziario; verifica di un incremento dei costi eccessivo rispetto al modello tradizionale di affidamento della manutenzione (quali ad esempio la centrale di governo). Tali evenienze - si legge - acquistano particolare rilevanza in ragione dell'acclarata situazione di sofferenza finanziaria delle casse comunali; verifica della cattiva qualità delle prestazioni sino ad oggi rese, come dimostrerebbero i dati relativi all'incremento dei sinistri stradali). «Una vicenda tutta da chiarire e sulla quale occorre intervenire con urgenza. Tra gli aspetti più indecenti - denuncia Rossin - anche quello dell'incertezza per i cittadini che vogliano richiedere il risarcimento danni che non sarebbe più garantito dall'Assicurazione di Roma ma dalla società di manutenzione Romeo spa».

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Susanna Novelli

07/07/2008










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